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Colpita da un virus. «Danni irreversibili»

Parla il papà di una bimba di 9 anni colpita da una malattia rara nel Bellunese. «È in coma, andremo all’estero»

RIVIERA DEL BRENTA. Colpita da un virus in montagna nel bellunese lo scorso luglio, una bimba di 9 anni della Riviera del Brenta lotta per la vita all’ospedale di Padova. A raccontare l’odissea della bambina le cui condizioni sono disperate è direttamente il papà della piccola. «Mia figlia», dice il papà provato dalla terribile situazione, «ha contratto la sindrome emolitico-uremica, una malattia rara. Tutto è iniziato lunedì 31 luglio con una dissenteria ematica, la bambina aveva appena trascorso una settimana a Laggio di Cadore con il campo scuola parrocchiale. La sera di quel lunedì decisi di portarla in Pronto soccorso a Dolo dove le venne diagnosticata una gastroenterite, e il sanguinamento abbondante venne giustificato con una possibile ragade».

Il giorno successivo la bimba peggiora e i genitori la riportano nuovamente al Pronto soccorso a Dolo dove viene ricoverata perché la situazione è evidentemente peggiorata. «Mia figlia», aggiunge il papà, «è stata trasferita successivamente all’ospedale di Padova dove è rimasta una notte intera al Pronto Soccorso». Da quel momento cominciano ad evidenziarsi i primi segnali che la situazione è pesantemente degenerata: la piccola non è più lucida ed è in uno stato di delirio, in seguito alla risonanza magnetica le viene diagnostica la Seu e dei danni cerebrali. In pochi giorni ci è stato spiegato dai medici, che il virus ha creato dei danni irreversibili gravissimi».

Da quel momento la bambina è entrata in coma. Tra le varie cure fanno sapere i genitori della piccola, che le sono state fatte per tentare di salvarla da più di un mese «ci sono state la dialisi e la plasmaferesi con scarsi risultati». Purtroppo la un arresto cardiaco nel frattempo ha reso ancora più lente le possibili cure, a causa della pressione bassa della bambina. «La situazione instabile della nostra bambina», spiega il papà, «richiede continue iniezioni d’insulina e, ogni giorno, assume diversi farmaci che la tengono in vita. Dopo circa tre mesi, purtroppo è arrivato un improvviso aggravio della situazione clinica dovuto ad una polmonite, superata con grande difficoltà».

La situazione rimane tuttora critica «essendo compromesso intestino, reni, pancreas e con gravissime lesioni cerebrali che hanno paralizzato completamente mia figlia, privandola di qualsiasi interazione».

In questi mesi la notizia della situazione della bambina di 9 anni si è diffusa in paese e tante persone compreso il sindaco, hanno espresso tanta solidarietà ai genitori colpiti da una sofferenza così grande. I genitori però non si perdono d’animo. «Se la situazione si stabilizzerà nel corso dei prossimi 15 giorni cercheremo delle cure all’estero per nostra figlia che ora è in coma. La nostra priorità è recuperare il più possibile i danni cerebrali».

Non manca infine un piccolo atto d’accusa. «Finora le cure che sono state fatte per mia figlia», conclude il papà, «sono state tutte appropriate. Va detto però che ritengo che mandarci a casa dopo il primo giorno in cui ci siamo presentati al Pronto soccorso, e cioè il 31 luglio, abbia complicato di più le cose non fermando la malattia in tempo».

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