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Safilo chiude 15 giorni e licenzia 36 precari

Santa Maria di Sala. La Filctem Cgil: «Il fermo dal 23 dicembre all’8 gennaio, interinali a casa»

SANTA MARIA DI SALA. Safilo a Santa Maria di Sala chiude gli stabilimenti per 15 giorni e contemporaneamente manda a casa 36 precari su 46. È questa la situazione che denuncia la Filctem Cigil. Una situazione che alla Safilo di Caselle di Santa Maria di Sala, che ha 600 dipendenti e produce occhiali (è la seconda azienda del settore al mondo), rischia con le prossime settimane di aggravarsi ancora di più.

«In una riunione all’inizio della settimana fra azienda e Rsu», spiega Davide Camuccio, funzionario Filtcem Cgil, «Safilo ha comunicato l’intenzione di chiudere lo stabilimento di Santa Maria di Sala per tutto il periodo festivo natalizio, dal 23 dicembre con rientro l’8 gennaio. Altra comunicazione è stata quella sulla stabilizzazione dei contratti precari. Purtroppo non verranno confermati 36 su 46 interinali e anche per quanto riguarda i tempi determinati ci saranno solo delle proroghe sino ai primi mesi del prossimo anno senza garanzia di stabilizzazione».

L’azienda giustifica la decisione di lasciare a casa quasi tutti gli interinali per la riduzione delle rilavorazioni e il calo delle produzioni. «La nostra preoccupazione», continua Camuccio, «riguarda soprattutto il perdurare del calo delle produzioni, già riscontrato da alcuni mesi, in alcuni casi sensibile e al netto delle rilavorazioni. Già altre volte abbiamo incalzato l’azienda per produzioni troppo scarse, ma l’azienda ha sempre assicurato il buon andamento e la ripresa immediata. Tutto ciò ad oggi non si è verificato e il fatto che ci sia in previsione la chiusura per 15 giorni degli stabilimenti, cosa mai successa in passato, ci dimostra che anche a medio termine le produzioni non saliranno».

Camuccio ritorna sui 6 interinali che dall’11 novembre alla Safilo avranno perso il posto di lavoro: «In circa due anni nonostante la ripresa e l’assunzione di 180 lavoratori interinali, solo 15 sono stati stabilizzati a tempo indeterminato. Anche qui non può che esserci una decisa critica nella gestione delle assunzioni, lasciare a casa 36 interinali vuol dire creare 36 disoccupati e quindi 36 famiglie in difficoltà». Pesanti le decisioni che il sindacato e le Rsu sono pronte a prendere se l’azienda non tornerà nei sui suoi passi: «Riteniamo», dice Camuccio,
«improrogabile un chiarimento per capire bene la situazione produttiva dei prossimi mesi, e cercare di stabilizzare il più possibile gli interinali e i tempi determinati al lavoro. Se così non sarà daremo il via ad azioni di lotta e mobilitazione».

Alessandro Abbadir

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