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Novotel, le cameriere in sciopero

Dopo la protesta la società che ha in gestione l’albergo ha deciso di incontrarle

È stata una mezza vittoria quella delle cameriere ai piani del Novotel di Mestre, ieri mattina in sciopero. Al centro della protesta, la retribuzione “a cottimo” (venti minuti di lavoro per stanza), indipendente dalle effettive ore impiegate; il fatto che alle nuove assunte sia applicato il Contratto nazionale delle pulizie, e non quello del turismo, con un pagamento che conseguentemente diminuisce di circa un euro all’ora, a cui si aggiunge la non attivazione degli scatti di anzianità; infine, la mancata assunzione di un facchino che svolga le mansioni più pesanti. Tra le proposte delle lavoratrici, l’inserimento di cartellini marcatempo, per garantire un pagamento proporzionale all’effettivo tempo di lavoro speso. Iniziativa, tuttavia, mai accolta dalla direzione. Ma quella delle cameriere è stata comunque una mezza vittoria, dicevamo, perché Velox Hotellerie (la società con sede a Verona che gestisce in appalto i servizi in questione) ha accettato di incontrare le lavoratrici e il sindacato (Adl Cobas) mercoledì prossimo. E, soprattutto, perché ha ufficialmente ritirato il trasferimento a Jesolo ai danni di Filomena Lagnena, cameriera, dipendente a Mestre da nove anni, “rea” di non poter alzare carichi superiori agli otto chili, come certificato da un medico aziendale: «Era una tattica per sbattermi fuori, perché a Jesolo è stato perso l’appalto. Mi è stato detto di andare lì per un mese, con il rischio di rimanere a casa dal primo dicembre». «È il colmo: a Mestre siamo sotto personale. Nonostante l’hotel sia sempre pieno, dicono che siamo in perdita e si ostinano a non voler assumere un facchino, costringendoci a fare mansioni che, per contratto, non ci competerebbero. Nell’hotel ci sono otto piani per 215 camere: ogni giorno trasciniamo tonnellate di biancheria, spaccandoci la schiena», le fa eco una collega. «Negli ultimi anni, tre lavoratrici sono andate via. Abbiamo chiesto quindi che al loro posto fosse assunto un facchino, anche per sole tre ore al giorno, ma ci è sempre stato detto di no. Le questioni quindi sono due: o non è vero che l’albergo è in perdita, oppure il Novotel specula, le tariffe sono troppo basse
e l’azienda si rifà sui lavoratori», è l’accusa di Sergio Zulian, portavoce di Adl Cobas. Dopo il parziale dietrofront della società, le lavoratrici hanno regolarmente ripreso a lavorare intorno alle 11, in attesa dell’incontro di mercoledì.

Laura Berlinghieri



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