Quotidiani locali

Le coop ittiche compatte contro il Gpl

Chioggia. Il fronte del ricorso al Tar si allarga. Ieri vertice delle categorie economiche, la pesca abbraccia la causa

CHIOGGIA. Il mondo della pesca abbraccia la causa contro il deposito gpl. Tre sigle del comparto ittico, Cogevo, Federcoopesca e Lega coop pesca, hanno formalizzato ieri l’appoggio al ricorso al Tar promosso da Comune e comitato No Gpl durante una riunione allargata a tutte le sigle economiche della città per fare la conta di quanti, oltre alle parole, siano pronti a aprire il portafoglio. Altre sigle, Ascom, Confartigianato e Gruppo turismo Chioggia, si sono prese qualche altro giorno di tempo per decidere se entrare o meno nel ricorso.

Il comitato che si è riunito ha convocato tutte le categorie alla presenza dell’avvocato Matteo Ceruti per capire chi abbia intenzione di unirsi al ricorso in cui si contesta a Costa Bioenergie l’assenza dell’autorizzazione paesaggistica per l’impianto. Tre importanti sigle del turismo e del commercio, Asa, Ascot e Confesercenti, hanno formalizzato l’adesione una decina di giorni fa. Nelle ultime settimane il comitato ha tenuto incontri singoli e incontri allargati per tradurre l’appoggio verbale di tutte le associazioni in qualcosa di concreto.

All’incontro di ieri erano presenti tutte le sigle del mondo economico della città. «È stato un momento di confronto importante», spiega il presidente del comitato No Gpl, Roberto Rossi, «alcuni erano già pronti a formalizzare la loro adesione, altri ci hanno chiesto qualche giorno in più. L’ingresso delle sigle di categoria in un ricorso al Tribunale amministrativo è importantissimo perché i giudici devono valutare tutti gli interessi economici in campo e abbiamo necessità di mettere sull’altro piatto della bilancia i possibili danni che i comparti subiranno, visto che dalla parte opposta ci sono i 26 milioni di euro che a ditta ha investito a Chioggia».

Cogevo, Lega coop pesca e Federcoopesca hanno formalizzato la compartecipazione al ricorso, con la formula ad opponendum, la stessa con cui il comitato si è affiancato al comune di Chioggia. «Entro metà novembre dobbiamo chiudere», spiega Rossi, «l’udienza del Tar, dopo il sollecito del Consiglio di Stato, dovrebbe tenersi a breve e quindi è tempo di sapere chi c’è e chi no. Sei sigle importanti hanno formalizzato la loro contrarietà, ci auguriamo che nei prossimi giorni altri sciolgano gli indugi e traducano la lotta a parole in qualcosa di formale. Mai come adesso si deve capire che è una città intera a dire di no e che tutte le attività saranno in un modo o nell’altro danneggiate dalla messa in esercizio dell’impianto». Nella riunione l’avvocato Ceruti, esperto in cause ambientali, ha spiegato le azioni legali intraprese finora e tutte le sfaccettature del ricorso al Tar pendente. Una parentesi è stata riservata alla maxi inchiesta aperta dalla Procura di Venezia e affidata a un pool di quattro magistrati. Inchiesta che ha già portato a un sequestro
preventivo e un’ipotesi di reato per occupazione abusiva di area demaniale. «Si è parlato anche dell’opportunità di costituirsi parte civile», spiega Rossi, «se l’inchiesta si dovesse concludere, come noi ci auguriamo, con l’avvio di un processo penale».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

TrovaRistorante

a Venezia Tutti i ristoranti »

Il mio libro

CLASSICI E NUOVI LIBRI DA SCOPRIRE

Libri da leggere, a ciascuno la sua lista