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Scontro sulla tassa di soggiorno

Carli (Lega): «No all’aumento». Basciano (Pd): «Servono più fondi»

JESOLO. Tassa di soggiorno, il possibile aumento nel 2018 scuote la minoranza. «Nonostante l’importo complessivo 2017 si appresti a superare i 3 milioni di euro e quindi 200 mila euro oltre le più rosee previsioni», premette Alberto Carli della Lega con Scelgo Jesolo, «chi governa la città sta già pensando di approfittare del momento per mungere ulteriormente il sistema produttivo locale e quindi ripartire con la politica di utilizzo della leva fiscale già usata in passato. Cosa che ci vede assolutamente contrari».

Dalla direzione regionale del Pd, Francesco Basciano difende l’amministrazione. «I dati Istat confermano Jesolo ai vertici della classifica delle città con maggiore affluenza turistica in Italia», analizza, «le 5.347.470 presenze sono un conferma del buon operato dell’imprenditoria turistica jesolana dell’amministrazione e delle varie associazioni. Ma le nuove sfide che Jesolo dovrà affrontare per confermarsi e migliorarsi ancora non posso non passare dell’incremento degli standard da elevare sulla sicurezza e le minacce terroristiche, rischio sempre più elevato e presente in questo periodo. Per offrire ai nostri ospiti un livello accettabile di sicurezza serve aumentare il budget di investimenti in questa direzione, reperire risorse nuove è d’obbligo e credo che la tassa di soggiorno possa ovviare a tale scopo con piccoli ritocchi o cercando nuove fonti da tassare o come meglio crede la giunta jesolana. Nella previsionale di bilancio in regione Veneto per la promozione turistica sono stanziate poche risorse e stiamo parlando per l’intera regione solo di 2.500.000 euro».

Giovanni Cagnassi