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Jesolo e l’autodeterminazione

Fabrizio Dal Col: «L’esito del referendum del 2009 non è mai stato attuato»

JESOLO. Altro che autonomia, autodeterminazione. Nel 2009 un po’ meno di 5 mila cittadini a Jesolo avevano votato sì a un referendum consultivo nientemeno sull’autodeterminazione della città litoranea. Altro che Trento, Jesolo mirava allora a un riconoscimento dell’Onu, magari per diventare la spiaggia dell’Austria allora haideriana. E a Jesolo c’erano infatti gli avamposti del governatore della Carinzia che della città di Jesolo aveva avuto in dono persino le chiavi. L’ideologo Fabrizio Dal Col, indipendentista a oltranza, firmava patti internazionali a tutto spiano con Haider che arrivava in Porsche e oggi ricorda quella battaglia, di fatto inutile, perché il referendum non è mai stato attuato con gli atti previsti da parte del Comune e una sorta di complicata ratifica che comunque sarebbe stata formalmente possibile.

«Non abbiamo avuto gli amministratori opportuni e coraggiosi», dice Dal Col, «non serviva quorum, erano andati a votare, sì, tutti quelli che avevano raccolto le firme a stragrande maggioranza. Tutti i tentativi attuati dalla Lega sulla questione dell’indipendenza sono sempre falliti, l’ultimo con la richiesta di un referendum sull’indipendenza (ora è diventato autonomia), anche quello fallito per aver disposto una procedura sbagliata, che la Corte Costituzionale ha poi facilmente bocciato».

Gli risponde l’allora sindaco, Francesco Calzavara, oggi consigliere regionale della Lega, fedelissimo di Zaia: «Si disse a quel tempo che altri cinque Comuni avrebbero dovuto affrontare lo stesso referendum di Jesolo per arrivare a qualcosa di concreto, ma stiamo ancora aspettando. E comunque non si può certo paragonare quel referendum voluto da un gruppo di indipendentisti appassionati con quello appena fatto sull’autonomia che ha tutt’altro valore e importanza». (g.ca.)