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Salvaguardia a Venezia, Mose e il giallo dei 266 milioni "scomparsi"

È la cifra che manca all’appello per interventi prescritti dall’Europa dopo la procedura di infrazione e mai realizzati

Quel che c'è da sapere sul Processo Mose VENEZIA. Si è concluso il processo penale per l'inchiesta che ha scoperchiato lo scandalo dei fondi neri del Consorzio Venezia Nuova dell'era Mazzacurati: 31 patteggiamenti, 4 condanne, 4 tra assoluzioni e prescrizioni. In due minuti la storia del processo alla Madre di tutte le tangenti. (video R.De Rossi) Qui l'articolo sulla sentenza

VENEZIA. Il “giallo” delle opere ambientali mai fatte: 266 milioni di euro di lavori di cui si è persa ogni traccia. Eppure era stata l’Unione europea a stabilire dieci anni fa che per chiudere la procedura di infrazione per “danni ambientali” provocati dai cantieri del Mose, il Consorzio avrebbe dovuto realizzare «interventi di compensazione» in laguna.

Accantonando ogni anno le somme necessarie: 266 milioni che adesso mancano all’appello. Uno dei temi di cui si discuterà al prossimo Comitatone, convocato per il 7 novembre a palazzo Chigi. Due i temi all’ordine del giorno: la Legge Speciale (e il Mose) e le grandi navi, con la proposta del nuovo terminal a Marghera.

Processo Mose, la lettura della sentenza: condannato l'ex ministro Matteoli, assolto l'ex sindaco Orsoni VENEZIA. Tangenti Mose: la lettura della sentenza con la quale il Tribunale di Venezia ha condannato l'ex ministro dell'Ambiente Altero Matteoli a 4 anni dir eclusione e 9,5 milioni di euro di multa per corruzione e (tra gli altri) ha assolto e in parte prescritto l'ex sindaco di Venezia Giorgio Orsoni dall'accusa di finanziamento illecito. Quattro condanne (l'imprenditore Erasmo Cinque, il veneziano Nicola Falconi e l'avvocato Crialese) e quattro assoluzioni (l'ex magistrato alle acque Piva, l'ex parlamentare Amalia sartori e l'architetto Turcato) Video Interpress. Qui l'articolo con la storia del processo e dell'inchiesta Tangenti Mose


Sul fronte Mose si dovranno ripartire i 221 milioni stanziati dalla Finanziaria per il completamento delle opere. E decidere la strategia per il prossimo futuro, in vista della gestione del sistema. Una fase che durerà tre anni, fino alla consegna delle opere prevista il 31 dicembre 2021. Si dovrà decidere anche la nuova cabina di comando. Il ministro Graziano Delrio ha annunciato decisioni, dopo un vertice con Cantone e i commissari che guidano il Consorzio. Per la fase della manutenzione saranno necessari altri 105 milioni di euro l’anno.

Tangenti Mose, assolta Piva: "Nessuno mi resituirà 3 anni di vita" VENEZIA. "32 udienze e tre anni di vita che non mi restituirà nessuno, non solo a me , ma soprattutto alla mia famiglia". Così l'ex magistrato alle acque Maria Giovanna Piva: il Tribunale di Venezia l'ha assolta dall'accusa di essere stata per anni a libro paga del Consorzio Venezia Nuova (video Sabrina Tomè) Qui l'articolo sul processo Mose e la ricostruzione dell'inchiesta


Ma quello che è sparito dal tavolo sono gli interventi ambientali. Dieci anni fa il Comitatone aveva approvato una delibera in cui recepiva le indicazioni dell’Ue. Condizioni per archiviare la pratica dell’Infrazione, la messa a gara di una parte degli impianti e delle paratoie. E poi monitoraggi e lavori «ambientali», per rimediare ai guasti provocati dai grandi cantieri. A San Nicolò e a Santa Maria del Mare (zone «Sic» tutelate dalle direttive europee Habitat e Uccelli) e nel resto della laguna.

Allegato alla delibera il lungo elenco di opere compensative ritenute necessarie, con il costo stimato che avrebbe dovuto essere a carico del Magistrato alle Acque e del suo concessionario Consorzio Venezia Nuova. Trovando le risorse dentro quelle già finanziate. Ecco allora la «ricostruzione di barene», per limitare nelle aree di laguna più critiche il fenomeno dell’erosione: 74 milioni di euro, che comprendevano anche le valutazioni sugli «habitat ricostruiti nell’ambito degli interventi di recupero morfologico». Tredici milioni erano destinati alla ricostruzione di velme, in canale Passaora e valle Millecampi; sette milioni di euro dovevano servire per «riqualificare le aree di cantiere» nelle tre bocche di porto, al Lido, Chioggia e Malamocco. Altri interventi richiesti dall’Unione europea quelli di «riqualificazione ambientale» delle aree protette, e del tratto di laguna prossimo a Porto Marghera. Infine, la fitodepurazione delle acque, i contributi per la molluschicoltura, dopo i gravi danni subiti dagli allevatori anche a causa dei lavori del Mose in laguna. Il tutto finalizzato alla creazione di una «zona di tutela biologica e marina».

Scandalo Mose, il motivo del sequestro di 22 milioni a Mazzacurati Venezia, Mose: il procuratore della Corte dei Conti Paolo Evangelista spiega il sequestro di quasi 22 milioni di euro a carico dell'ex presidente del Consorzio Venezia Nuova Giovanni Mazzacurati (video Sabrina Tomè)

Totale dei costi: 266 milioni di euro. Che allora, dieci anni fa, il Consorzio Venezia Nuova avrebbe dovuto mettere da parte. Per realizzare gli interventi richiesti dal ministero dell’Ambiente e dal Comune – e alla fine certificati dall’Europa – e dunque in qualche modo «riparare» al danno ambientale provocato in laguna. Ma allora i rapporti di forza erano diversi. Il Consorzio guidato dal padre-padrone Mazzacurati poteva anche cambiare atti e delibere. Fatto sta che molti di quegli interventi non si sono mai visti. E gli «accordi di programma», Conferenze di servizi ante litteram per i lavori in laguna tra Stato, Regione e Comune, non si fanno più. All’appello mancano 266 milioni.

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