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Mestre, il canile verso la chiusura. Lega e sindaco ai ferri corti

La consigliera Tosi aveva chiesto rassicurazioni sullo stop alla demolizione. «Non sono stata informata, non mi sento più parte di questa maggioranza» 

MESTRE. La chiusura del canile di San Giuliano ha visto ieri, martedì 31, il primo atto: 5 cani sono stati trasferiti alle 8 del mattino dai volontari di Avz nel rifugio Enpa di Mira. Entro venerdì tutti e 13 i cani da spostare andranno a Mira dove saranno accuditi dai volontari dell’Enpa fino a ottobre 2018 con una spesa a carico del Comune di Venezia di 72 mila euro.

La vicenda del canile di San Giuliano, che deve chiudere, spiegano dal Comune, «per consentire gli interventi di bonifica e riqualificazione previsti dal progetto approvato in Consiglio comunale per il nuovo canile da un milione e 400 mila euro», diventa un vero e proprio affaire, con risvolti anche politici.


Questo perché ieri la consigliera comunale leghista Silvana Tosi, che aveva chiesto di fermare gli abbattimenti, dopo aver visto partire i primi animali, ha sfogato tutta la sua amarezza. «Il 24 ottobre parlando con Luca Zuin (staff del sindaco, ndr) avevo ottenuto rassicurazioni sul fatto che i cani non venivano spostati. Non è stato così: pur essendo in maggioranza non sono stata informata sul progetto del nuovo canile e sindaco e dirigenti mi hanno trattato male. Quindi, non mi sento più parte di questa maggioranza. Ne parlerò presto con il mio segretario provinciale (Sergio Vallotto, ndr)».

Quindi, sul canile, Lega Nord e Brugnaro tornano a litigare e la consigliera del Carroccio non garantisce più l’appoggio alla maggioranza. Il Pd con Monica Sambo ha tuonato, invece, contro l’ennesima convocazione di commissione, poi saltata, che avrebbe dovuto fare chiarezza su una vicenda che si poteva gestire con spiegazioni pubbliche senza alimentare confusione. Ben pochi infatti conoscono il progetto del nuovo canile che sorgerà sempre sui terreni di San Giuliano. Almeno questa è la promessa.

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Nel frattempo ci sono le novità delle ultime ore, l’eredità milionaria di una ricca signora jesolana che al canile di San Giuliano ha lasciato un terzo dell’albergo “Ai Cavalieri”.

L’associazione Avz, che gestisce il canile, con i propri legali dice di esserne la destinataria. Ma i terreni dove sorge il canile sono comunali e c’è di mezzo il beneficio pubblico. Questioni, quella politica e quella del legato ereditario, che finiscono con lasciare sullo sfondo gli animali, gli unici davvero da proteggere. «Tutto è andato per il meglio, altro che deportazione. Abbiamo collaborato e aperto le porte ai volontari di Avz e agli educatori dei 13 cani che ospitiamo con altri 125», dice Roberto Martano dell’Enpa. «Questo passo dovrà portare alla bonifica ambientale del sottosuolo del canile, operazione impossibile da attuare con i cani all’interno del rifugio. Siamo convinti che il nuovo progetto sarà una conquista per questa città», fanno sapere le associazioni animaliste veneziane A.P.A. Chioggia Onlus, Lega del Cane, Alani Rescue Onlus - Ciotole Piene Pance Felici, Comitato Tutela Cani San Giuliano, Associazione Tivan.

©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

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