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Settore turistico, caccia agli evasori

Il caso Chioggia. L’assessore D’Este accusa: «Stagione turistica da record ma le imposte versate dalla tassa di soggiorno riscossa dagli albergatori sono state le stesse del 2016» 

CHIOGGIA. Controlli a tappeto nelle strutture ricettive a caccia dei furbetti che non pagano la tassa di soggiorno. Non usa giri di parole l’assessore al turismo Angela D’Este nel lanciare l’accusa di evasione a una parte del comparto. La D’Este motiva la presa di posizione con la constatazione che quest’anno il gettito della tassa di soggiorno è uguale a quello dell’anno scorso (640.000 euro) malgrado gli operatori abbiano più volte dichiarato che è stata una stagione record.

Dopo il giro di vite sugli acquisti in spiaggia dagli abusivi e sulle convenzioni in essere con i privati per l’utilizzo di immobili pubblici, ora l’amministrazione Cinque stelle annuncia una nuova guerra all’evasione, stavolta rivolta al comparto turistico ricettivo.

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«Ci troviamo davanti a un paradosso», spiega la D’Este, «gli operatori annunciano entusiasti una stagione da record per presenze e arrivi e di contro il gettito dell’imposta di soggiorno è appena in linea con quanto raggiunto l’anno scorso. Ci saremmo aspettati un notevole incremento degli introiti derivanti da questa imposta. È evidente che qualcosa non va, e un nostro dovere fare chiarezza e mettere in campo tutte quelle azioni di controllo necessarie a far emergere quelle zone grigie che evidentemente ci sono».

Anche perché per la tassa di soggiorno l'albergatore è "soggetto riscossore" e se trattiene quanto fatto pagare al turista, il suo è un reato penale.

A supportarla nell’avvio dei controlli a tappeto il gruppo consiliare di maggioranza. «Questa situazione è veramente assurda», spiega il capogruppo Cinque stelle, Paolo Bonfà, «abbiamo visto tutti come sia andata la stagione turistica e lo hanno dichiarato gli stessi operatori turistici in più occasioni. Le entrate derivanti dalla tassa di soggiorno sono appena sugli stessi livelli dell’anno scorso, evidentemente c’è qualcosa di anomalo e noi abbiamo il dovere di approfondire e di risolvere il problema. Dobbiamo far quadrare il bilancio e la nostra priorità, ovviamente, sarà quella di non andare a mettere mano alle tasse pagate dai cittadini. Vanno cercate tutte le soluzioni possibili per far rientrare tutte le eventuali pendenze verso l’amministrazione».

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Il messaggio è chiaro e tira in ballo quanti non hanno pagato quanto dovuto. Sui numeri record della stagione, però, qualcuno fa notare che riguardavano in particolare le presenze sulla spiaggia, il cosiddetto turismo escursionistico che non rientra nella casistica della tassa di soggiorno. «Premesso che è doveroso che ci siano controlli per accertare che tutti paghino» spiega Giorgio Bellemo, presidente dell’Ascot, «preciso anche che la stagione da incorniciare, definizione su cui non sono nemmeno d’accordo, si riferiva alle presenze, davvero tante, degli escursionisti. Quello che fa la differenza per noi è il sole, soprattutto se cade nei giorni festivi. Ci si ricorda di quante strutture alberghiere hanno chiuso negli ultimi anni? La questione va affrontata con laicità, senza pensare necessariamente all’evasione…».

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