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L’omaggio di Cavarzere alla figura di Roberta Crepaldi

CAVARZERE. È stato un omaggio di popolo quello che la città ha voluto tributare a Roberta Crepaldi, nel giorno del suo funerale. Il duomo di san Mauro era gremito di gente: quelli che l’avevano...

CAVARZERE. È stato un omaggio di popolo quello che la città ha voluto tributare a Roberta Crepaldi, nel giorno del suo funerale.

Il duomo di san Mauro era gremito di gente: quelli che l’avevano conosciuta nel suo lavoro, in direzione didattica, a contatto con insegnanti, famiglie e studenti; quelli che l’avevano avuta a fianco nelle svariate attività di volontariato, quelli che l’avevano frequentata in oltre vent’anni di impegno politico, dagli amministratori attuali, sindaco Tommasi compreso, a quelli del passato, dai consiglieri comunali di Chioggia (dove la figlia di Roberta, Valentina, presta servizio nella polizia locale) come l’ex sindaco Giuseppe Casson, a quelli di Cona, come Antonio Bottin. Per finire (impossibile elencarli tutti) con Renato Chisso, conosciuto quando, all’epoca delle giunte Parisotto, c’era una sorta di filo diretto con la Regione. L’ex assessore regionale, anche se ormai “decaduto”, ha voluto porgere un ultimo saluto, tenendosi molto defilato, alla collega di un tempo. Fuori, decine di persone in attesa del feretro e quando il marito di Roberta, Umberto, è entrato in chiesa piangente e sorretto dai figli, era difficile trovare anche solo un posto in piedi. Durante la cerimonia, don Achille De Benetti ha ricordato la figura di Roberta Crepaldi come quella di una donna che aveva saputo coniugare il suo ruolo in famiglia, con l’impegno pubblico e che della sua attività verso i poveri e i bisognosi non aveva mai fatto vanto. L’aveva, anzi, esercitata in silenzio: la morte l’ha colpita proprio mentre organizzava una raccolta di solidarietà per l’associazione «Una mano aiuta l’altra» che opera a Manila, nelle Filippine, in una “parrocchia-discarica”. Esemplare anche la decisione dei familiari di donare gli organi (il cuore e i reni). Anche il sindaco, Henri Tommasi, in un breve ricordo al termine della messa, ha sottolineato «l’energia positiva» che la animava e come, anche negli incarichi pubblici, «svolti con passione e amore per il paese» avesse «sempre dimostrato equilibrio e capacità di dialogo».

Diego Degan