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Oggi la firma dell’acquedotto interregionale

Dopo mesi di trattative anche Portogruaro farà parte dell’Ausir che dal 2018 gestirà il sistema idrico

PORTOGRUARO. Nel salone della foresteria abbaziale di Sesto al Reghena oggi alle 12 verrà firmata l’intesa tra Regione Friuli Venezia Giulia e Regione Veneto sul servizio idrico integrato. Lo hanno tanto atteso questo momento, soprattutto a Portogruaro, dove il sindaco Maria Teresa Senatore non ha fatto mistero di temere un rinvio di questa intesa in vista della fusione con Lta, cui aderirà anche Portogruaro dopo i dubbi espressi inizialmente.

E una delle condizioni affinché Portogruaro aderisse alla fusione era data dalla rappresentanza di due comuni del portogruarese nel nuovo ambito interregionale Ausir, che sarà attivo dal 1 gennaio 2018. L’Ausir, che sostituisce il vecchio Atoi, nascerà attraverso la firma sull’intesa che verrà siglata oggi. La nuova Ausir nasce a seguito dell’entrata in vigore della nuova legge 5 del Friuli Venezia Giulia del 2016. L’Ausir, ex Atoi, sarà unico in Italia perché farà sedere sullo stesso tavolo, i sindaci del Veneto e del Friuli Venezia Giulia. L’acqua che raggiunge le case del Portogruarese viene attinta infatti dal bacino delle Torrate di Chions, che si trova a 5 chilometri circa dal luogo in cui la firma verrà apposta stamani dagli assessori regionali Sara Vito per il Friuli e Giampaolo Bottacin per il Veneto. L’Ausir gestirà dal 2018 in avanti il “governo” dell’acqua, mentre il nuovo acquedotto Lta sarà il suo braccio operativo. Il rischio, senza l’intesa tra le due regioni, era quella di una “migrazione” dei comuni del portogruarese verso altri ambiti veneti, con il rischio che comuni storici dell’acquedotto interregionale come Portogruaro o San Michele al Tagliamento (ex socio di maggioranza dell’ex acquedotto Caibt ad esempio) finissero con Venezia o addirittura con Treviso. Portogruaro, in mancanza di garanzie dal Friuli, che poi si sono tradotte nella doppia rappresentanza del Veneto nella nuova Ausir, era tentata di attingere da fonti trevigiane. Le minoranze temevano un vero salto nel buio.

«Noi non abbiamo mai detto di uscire da Lta», ha precisato il capogruppo di Fi Enrico Zanco, «solo volevamo vederci chiaro e abbiamo ottenuti dei risultati. La sede sociale di Lta del nuovo acquedotto
resterà a Portogruaro. C’era chi voleva portarla in Friuli. In più nell’Ausir, cioè l’autorità per i servizi idrici e dei rifiuti del Friuli, ci saranno anche due comuni veneti rappresentati. Nella bozza iniziale del regolamento del nuovo acquedotto non c’era posto». (r.p.)

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