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Rive del Brenta a rischio: 200 frane in 70 chilometri

Lo studio portato avanti da 12 Comuni, sette protezioni civili e i comitati Fotografata una situazione da incubo con gravi pericoli per 400 mila persone

CAMPOLONGO. L’indagine sullo stato delle rive del fiume Brenta voluta da 12 comuni del Veneziano e Padovano, mette in luce una situazione da incubo: oltre 200 frane e 140 alberi caduti nel fiume in un tratto di soli 70 chilometri. Per questo il Comitato “Brenta Sicuro” e i Comuni chiedono alla Regione di intervenire in tempi rapidi, prima che il dissesto diffuso rilevato possa causare tragedie nel caso di piena, come capitò a Liettoli, Sandon e Campolongo negli anni Sessanta.

«L’indagine si è svolta», spiega il portavoce del comitato “Brenta Sicuro”, Marino Zamboni, «nel territorio del basso corso del Brenta, da Cadoneghe a Codevigo. Lo studio ha rilevato, fotografando e geolocalizzando, i pericoli degli argini, con oltre 200 frane e 140 alberi già caduti nel fiume od in procinto di farlo nel percorso di 70 chilometri. Sono accertamenti preoccupanti e che meritano un attento approfondimento. L’ultimo, nel 2014, aveva già portato a ristltati estremamente allarmanti sulla tenuta degli argini».

Dodici Comuni (Campolongo Maggiore, Vigonovo, Fossò, Campongara, Stra, Cadoneghe, Vigonza, Noventa, Codevigo, Ponte San Nicolò, Padova ed Arzergrande) hanno condiviso l’indagine fatta grazie a 7 protezioni civili (Campolongo, Vigonovo, Fossò, Cadoneghe, Vigonza, Noventa, Codevigo). «Una forte mobilitazione in nome della sicurezza dei nostri territori dal rischio idraulico», dice Zamboni, «partita da Campolongo».

L’appello dopo la diffusione di questi dati è di fare presto: «Ora l’intera “energia”, rappresentata», spiegano i Comuni e i comitati, «dalla forte preoccupazione di 12 enti locali e dei loro 400. 000 cittadini, passa all’Autorità di Bacino alpi Orientali e all’Ufficio suolo regionale, “braccio operativo” della Regione per le manutenzioni, ma soprattutto all’assessorato all’Ambiente regionale, organo politico che decide su queste manutenzioni. Crediamo che i nostri cittadini abbiano il diritto di vivere sereni nel territorio solcato da fiumi di grande portata qual è il Brenta».

Fra le opere che Comuni del padovano e del veneziano e comitati ritengono indispensabili per convogliare le piene del Brenta c’è il completamento dell’idrovia Padova – Venezia, sulla quale c’è già una progettazione, sulla cui data di partenza dei lavori, però, per ora c’è nebbia fitta.

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