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Apre lo store Zara I primi clienti sono i gondolieri

Ieri l’inaugurazione dell’ex Pilsen, 55 i dipendenti assunti Non ci sono i reparti casa e bimbo, polemica di Italia Nostra

Senza cerimonie nè discorsi, senza brindisi e senza fiori, cioè nel più sobrio stile Zara, ha aperto ieri mattina in Bacino Orseolo lo store del marchio spagnolo low cost, atteso da anni e destinato a portare un po’ di scompiglio nel mutevole mondo della moda del centro storico. Quattro piani consacrati solo all’abbigliamento donna e uomo (tre contro uno), niente reparto home (lo spazio non era sufficientemente grande, ma la delusione dei veneziani sì), niente reparto bimbi (idem come sopra), Zara ha portato vita e lavoro nel complesso ex Pilsen chiuso da anni, dopo un secolo di alterne destinazioni nessuna delle quali particolarmente fortunata.

Di proprietà di Mediterranea Sviluppo di Piero Coin che l’ha acquistato dal Comune, restaurato dallo studio TA Architettura di Alberto Torsello con una spesa di 14 milioni di euro, l’immobile ha conservato il colore degli intonaci - rosso cocciopesto su Bacino Orseolo e giallo sulla Frezzeria - lasciando all’altezza dei camerini un’intercapedine di vetro tra i due edifici vicini: quindi si fa shopping nel Novecento e ci si spoglia nell’Ottocento.

Semplice e funzionale l’interno: un ascensore, una scala mobile, duecento finestre, il soffitto a travi di legno e acciaio, i muri grezzi illuminati dal basso e una serie di prodotti di livello più alto rispetto agli Zara del Veneto.

Comprensibile la curiosità del primo giorno che ha visto schierati, con sorriso da Paradiso zoliano, i 55 dipendenti, di cui cinquanta commesse, in parte veneziane, in parte arrivate da Ca’ Foscari, tutte giovani e pronte a correre da una parte all’altra nel più frenetico stile Zara.

I primi a entrare, dopo aver visto uscire per anni mattone dopo mattone, putrella dopo putrella, sono stati i gondolieri di Bacino Orseolo. «E’ un negozio per la città, e vedo molti veneziani» dice l’architetto Torsello.

Non tutti però concordano, a cominciare da chi lamenta la assenza del reparto casa in una città che non ha (quasi) negozi dove comprare un bicchiere. E chi, come Italia Nostra, punta il dito contro i finestroni lunghi e stretti «non certo tipici dell'architettura veneziana». «Ovviamente tutto approvato - scrive Italia Nostra in una nota - Ma perché sono ammesse, in questi grandi “restauri”, cose che solitamente non vengono permesse?
E soprattutto non consone all'architettura della città».

E intanto c’è chi corre ai ripari. Per invogliare a fare shopping nel giorno del debutto di Zara, alcuni negozi hanno iniziato a fare i saldi fino al 30 per cento; a due mesi da Natale.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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