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“Cittadinanza” a 50 bambini stranieri

Ragazzi nati in Italia e che hanno compiuto l’intero ciclo scolastico: Spinea anticipa lo “ius soli”

SPINEA. Spinea anticipa la legge sullo ius soli. Lo fa da anni in realtà, ma la cerimonia di quest’anno assume un significato ancor più importante alla luce della discussione su un provvedimento in materia con forza di legge. Domani alle 9 in piazza Municipio festa grande per 50 bambini e le loro famiglie: 12 albanesi, 18 moldavi, 9 cinesi, 6 kosovari, 4 macedoni e un turco. Ma ci saranno anche marocchini, senegalesi, nigeriani e bengalesi in una manifestazione che raggrupperà tutte le comunità straniere residenti in città e nei dintorni. Ragazze e ragazzi nati in Italia da famiglie straniere residenti a Spinea e che hanno compiuto un intero ciclo scolastico in Italia.

Il sindaco Silvano Checchin e l’assessore Loredana Mainardi hanno deciso di dare loro la cittadinanza simbolica: «Un segno di accoglienza, integrazione e rispetto delle regole», affermano i due amministratori. Ognuno di questi giovanissimi riceverà una copia della Costituzione italiana e un attestato di cittadinanza simbolica. «Spinea si muove», spiega Mainardi, «nel rispetto del regolamento approvato nel 2014 con delibera di Consiglio e questa cerimonia è parte di un progetto molto ampio e articolato che coinvolge la scuola, le associazioni, i docenti, la città. In questi mesi abbiamo organizzato incontri con i richiedenti asilo del progetto Sprar e i mediatori
culturali nelle scuole. Abbiamo organizzato la sfilata dei popoli, le cene multietniche, abbiamo dato vita al Tavolo per la pace e la non violenza, costruendo insieme alle comunità straniere di Spinea eventi di approfondimento e sensibilizzazione».

Filippo De Gaspari

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