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Milioni per scuole e strade, giù il debito

Via libera del consiglio metropolitano all’impiego dei 55,6 milioni incassati: ecco i capitoli di spesa a cui saranno destinati 

La Città metropolitana di Venezia mette e a frutto i 55 milioni e 600 mila euro incassati per la vendita del suo capitale azionario del 4,78% della Save - società di gestione dell’aeroporto Marco Polo di Tessera - aderendo all’offerta pubblica d’acquisto lanciata da Agorà Investimenti (controllata dal presidente della Save, Enrico Marchi, e da due fondi di investimento) per il controllo totale dell’azienda.

Il Consiglio metropolitano, ieri a Ca’ Corner, ha approvato all’unanimità la delibera di assestamento del bilancio 2017, che utilizza interamente la “dote” arrivata dalla vendita di quote Save per la manutenzione di strade e scuole e per una consistente riduzione del debito della Città metropolitana. Si dovrà anche vendere la quota simbolica di 500 azioni che intendeva conservare, per mantenere comunque una presenza formale all’interno di Save, ma che con l’acquisto del 96% delle quote da parte di Agorà Investimenti obbliga gli altri soci a cedere la propria partecipazione. Vengono spostate al 2018 le vendite immobiliari di Palazzo Donà Balbi e del Kursaal di Chioggia, per un valore di 11 milioni e 655 mila euro, che dovevano servire a finanziare il piano delle opere pubbliche della Città metropolitana per l’anno in corso.

La cifra, infatti, arriverà utilizzando una parte del “tesoretto” Save, finanziando così per la prima volta l’intero programma di opere pubbliche previsto, come ha ricordato anche il consigliere metropolitano Saverio Centenaro di Forza Italia, annunciando il voto favorevole al provvedimento, come ha poi fatto anche il consigliere del Pd Andrea Ferrazzi. Altri 5,5 milioni - sempre dai fondi Save - saranno impiegati per la manutenzione delle strade del territorio veneziano. Saranno invece 3,5 milioni quelli impiegati con le nuove risorse per la manutenzione delle scuole dell’area veneziana - dalle coperture ai pavimenti, dagli infissi, alle strutture - con particolare attenzione per quelle del centro storico veneziano.

Sempre grazie alla vendita delle quote della società del Marco Polo sarà anche abbattuto di 25 milioni il debito della Città metropolitana di Venezia, che così a fine 2018 sarà pari a 12 milioni di euro, contro i 45 di fine 2015. Saranno estinti mutui passivi in corso con la Cassa depositi e prestiti nell’arco di due anni - risparmiando così circa 3 milioni di euro di interessi - e alcuni prestiti obbligazionari. Inoltre, i 32 istituti scolastici di competenza della Città metropolitana si vedranno attribuire uno stanziamento complessivo di un milione di euro per l'acquisto di mobili, arredi e attrezzature necessarie alla didattica. Importo che sarà erogato attraverso un apposito bando. La parte rimanente dei proventi, circa 12,9 milioni di euro, confluirà nell’avanzo di amministrazione 2017 e potrà essere utilizzata nel corso del prossimo triennio 2018/2020 per altri investimenti pubblici.

La Città metropolitana, inoltre, acquisterà lo 0,85% delle quote di Atvo - l’azienda pubblica di trasporto del Veneto Orientale - messe in vendita dal Comune di Fossalta di Portogruaro, stigmatizzato dal sindaco metropolitano Luigi Brugnaro per questa cessione di quote di un’azienda di servizi pubblici.

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