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La carica dei mille per i tre giorni di volontariato

Ragazzi e ragazze da tutta la provincia per l'iniziativa "72 ore con le maniche in su": si occuperanno di persone, luoghi e cose che hanno bisogno di una mano

"Porteremo a casa tanta soddisfazione e qualcosa di nuovo" Le ragazze volontarie di "72 ore con le maniche in su" spiegano perché hanno scelto di passare tre giorni ad aiutare il prossimo
MESTRE. La carica dei mille invade piazza Ferretto. Giovani, colorati, allegri e pieni di vita si sono presentati nel “salotto cittadino” puntuali alle 15 del pomeriggio per intraprendere la loro avventura speciale. Sono i ragazzi di “72 ore con le maniche in su”, l’iniziativa promossa dal gruppo denominato “Prove di un mondo nuovo” giunta alla sua settima edizione, che di anno in anno moltiplica numeri ed esperienze.
 
Accompagnati dai genitori, qualcuno più e qualcuno meno apprensivo, hanno preso posto nell’angolo della piazza a loro assegnato, cercando i compagni di classe e di scuola e i referenti del gruppo che li accompagneranno in questo viaggio alla scoperta della solidarietà e del volontariato.
Il centro di Mestre invaso dai giovani volontari Piazza Ferretto a Mestre invasa da ragazzi e ragazze di tutta la provincia che partecipano alla tre gionri di volontariato LEGGI L'ARTICOLO
Per qualcuno sarà un’esperienza bella o faticosa che rimarrà un ricordo importante, altri capiranno quello che vogliono fare da grandi e, perché no, c’è chi grazie a questo progetto scoprirà un mondo “nuovo” a cui dedicare tutta la propria esistenza. Con le loro grosse valigie e gli zaini capienti, neanche dovessero stare via un mese o partire per una missione di pace, si sono incamminati verso parrocchie, istituti, case di riposo.
 
In quei grossi borsoni c’era tutto il necessario per dormire fuori e per ogni evenienza, dalla pila al sacco a pelo. Ben 13 i pullman che li hanno portati nelle rispettive destinazioni, mentre qualcuno diretto nelle isole lagunari ha preso addirittura la barca.
"Tante idee per dare una mano, alla portata di tutti" Alessandro spiega come funzionano i tre giorni di volontariato "72 ore con le maniche in su": "Il trucco è essere aperti a tutte le esperienze, per questo sveliamo solo all'ultimo di cosa si occuperanno i vari gruppi" LEGGI L'ARTICOLO
Ieri pomeriggio l’emozione si tagliava con il coltello tra i giovani, maschi e femmine, provenienti un po’ da tutta la provincia di Venezia. Fino a domenica - con festa finale per tutti al Pala Expo Venice - i ragazzi saranno in prima linea, impegnati in ben 77 progetti che toccheranno vari e diversificati ambiti di servizio: assistenza ad anziani, aiuto a minori e persone in stato di disagio, mense e dormitori, interventi di carattere ambientale e di pulizia, recupero del territorio e molto altro. Anche quest’anno l’iniziativa si avvale della collaborazione e del patrocinio di numerose istituzioni e realtà locali, associative ed ecclesiali nonché di parecchi istituti scolastici dell’area metropolitana.
 
Solo al momento del meeting in piazza Ferretto, i ragazzi hanno scoperto cosa li attende e quale esperienza dovranno fare. C’è chi è partito per l’oasi Lipu di Gaggio a Marcon, un posto speciale dove immergersi nella natura dietro casa, chi ripulirà viale Garibaldi, chi si occuperà di una palestra in via Costa.
Il momento della scoperta del progetto da seguire L'emozione e un pizzico di paura per questi ragazzini che parteciperanno al progetto di volontariato "72 ore con le maniche in su". Stanno per scoprire qual è il progetto loro affidato. LEGGI L'ARTICOLO
 
I progetti sono variegati e spaziano in diversi settori: 7 dedicati all’immigrazione, altrettanti ai senza fissa dimora, 2 alle dipendenze, 6 ai minori, 12 alle disabilità, 16 agli anziani e 30 sono invece i progetti ambientali.
 
Sono state avviate anche collaborazioni universitarie, come quella con lo Iusve. L’obiettivo a lungo termine è aprire ai ragazzi un mondo fatto di solidarietà e generosità verso chi ha più bisogno, così come nei confronti della società nella quale vivono e far loro capire che insieme possono fare la differenza.
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