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Ricorsi per 10 minori nell’ex base di Cona

Al vaglio della Corte dei diritti umani di Strasburgo le condizioni in cui vivono i richiedenti asilo

STRASBURGO. Nei primi dieci mesi del 2017 la Corte europea dei diritti umani ha ricevuto circa dieci ricorsi da minori non accompagnati sbarcati in Italia, che i giudici di Strasburgo stanno vagliando.

Lo ha comunicato la stessa Corte all’agenzia di notizie Ansa, indicando che sei ricorsi sono stati già inviati al governo Italiano con la richiesta di fornire informazioni sui casi. L’ultimo ricorso inviato è stato reso pubblico ieri.

I ricorsi inviati alle autorità riguardano dodici ragazzi e una ragazza arrivati tutti in Italia da vari paesi tra giugno e dicembre dell’anno scorso. Tutti e tredici affermano che nonostante abbiano informato le autorità di avere meno di diciotto anni, sono stati tutti inviati in centri di recezione non adeguati ad accogliere minori.

Dieci di loro sono stati inviati al centro d’accoglienza per richiedenti asilo di Cona.

Come noto si tratta di una struttura che può accogliere circa 500 persone ma che al momento dell’arrivo dei richiedeti asilo di minore età ne ospitava circa 1. 400, per lo più uomini adulti.

Un altro ragazzo è invece stato spostato in tre diverse strutture a Roma, un altro quando ha fatto ricorso a Strasburgo era in un centro a Trani, mentre la ragazza era nel centro Osvaldo Cappelletti a Como.

In tutti i ricorsi i legali che hanno presentato ricorso alla Corte europea dei diritti umani a Strasburgo affermano che i ragazzi sono stati vittime di trattamenti inumani e degradanti a
causa delle condizioni in cui sono stati alloggiati nei centri di accoglienza dove sono stati destinati.

Per molti di loro nelle ultime settimane la Corte di Strasburgo ha già richiesto ed ottenuto dal governo italiano il trasferimento in strutture adatte ad accogliere minori.

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