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Protesta dei comitati per la sicurezza

Mirano. Cartelli affissi sulla facciata del municipio: «Sindaco non ignorarci, chiediamo più tutela»

MIRANO. Per la sicurezza a Mirano sfilano in trenta. Il comitato Campocroce Sicura raggiunge l’obiettivo che si era prefissato: anche perché i 30 guidano quasi una macchina a testa (26 le vetture in marcia alla partenza) e il serpentone sfila chiassoso e lento, frecce accese e clacson quasi scarico a fine serata. Poi finisce con i carabinieri in piazza a rimuovere i cartelli lasciati sulla facciata del municipio. Tra comitato e sindaco lo scontro è aperto. Sembra un matrimonio il corteo chiassoso sulla sicurezza, ma l’aria è tutt’altro che festosa. I manifestanti creano qualche rallentamento al traffico nelle vie più frequentate, ma l’orario di punta è già passato e la mobilitazione non provoca blocchi. Campocroce, poi Zianigo, Scaltenigo, Ballò, Vetrego, quindi Mirano capoluogo per due volte. Il serpentone di auto attraversa in un’ora i centri presi d’assalto dai ladri nelle ultime settimane, congiungendo idealmente le paure dei residenti al calar della sera. Per i promotori l’obiettivo è raggiunto: «Ringraziamo chi ha partecipato e ci ha sostenuto», afferma Gaetano Ferrieri, portavoce del comitato, «abbiamo voluto chiedere solo più sicurezza, fuori da ogni cartello politico». I manifestanti si danno appuntamento all’ora di cena in piazza a Campocroce. Alcuni sono inviperiti: hanno saputo che giusto poche ore prima la sindaca Pavanello, destinataria della maggior parte degli slogan, ha fissato una riunione per partire con il controllo di vicinato proprio a Campocroce, dove il comitato si ritiene invece bistrattato nelle sue iniziative per la sicurezza. Con i manifestanti ci sono però le opposizioni. Partecipano la Lega e la consigliera del centrodestra Maria Giovanna Boldrin.

Giorgio Babato e i grillini si tengono invece defilati. «La sicurezza è un nostro diritto», «Sindaco non ignorarci», recitano gli striscioni fuori dai finestrini. A fine serata alcuni vengono affissi alle porte del municipio in piazza, prima di essere rimossi dall’intervento, in tarda serata, di una pattuglia dei carabinieri, pare chiamati dalla stessa sindaca e dal vice Giuseppe Salviato, in piazza poco dopo. «E meno male che eravamo noi a tenere impegnati nel corteo le forze dell’ordine», sbottano gli organizzatori, «a scortarci neanche una pattuglia, a togliere i manifesti invece li ha chiamati lei». Che i furti siano all’ordine
del giorno c’è la prova provata: in contemporanea alla partenza del corteo infatti, pochi chilometri più in là, in via Salgari a Santa Maria di Sala, si accende l’ennesima spia, con ladri segnalati in fuga dopo essersi intrufolati in una casa.

Filippo De Gaspari

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