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Giudice di pace, corsa contro il tempo

Chioggia. Chiuso anche ieri l’ufficio. Il sindaco Ferro: «Sto facendo di tutto per tenerlo aperto ma la situazione è tragica»

CHIOGGIA. «Sto facendo l’impossibile per salvare l’ufficio del giudice di pace, ma oggettivamente servirà un miracolo». Ad ammettere che la situazione sia estremamente complicata è lo stesso sindaco Alessandro Ferro, impegnato in questi giorni in tentativi estremi di trovare dei dipendenti comunali pronti al trasferimento.

Da due giorni l’ufficio non può lavorare perché è assente per malattia l’unica cancelliera in organico. Giovedì la comunicazione della malattia ha creato il caos. In calendario c’erano 35 udienze e tutti gli intervenuti, circa 200 persone, sono stati rimandati a casa. Le udienze sono state rinviate al 16 novembre, quando in agenda ce ne sono già altre 50.

Ieri addirittura i cancelli non hanno aperto e un cartello segnalava la chiusura dell’ufficio. Una situazione di evidente difficoltà, segnalata dagli utenti e dagli stessi avvocati. Da quando sono stati chiusi i tribunali periferici, gli uffici del giudice di pace sono stati mantenuti aperti a patto che fossero gli enti locali a sopportare le spese di gestione. Chioggia, con uno sforzo non indifferente, ha coperto finora in autonomia le spese, per oltre 200.000 euro l’anno, ma dal 2018 non sarà più possibile. Nel frattempo al problema di copertura dei costi si è aggiunto quello del personale. I due amministrativi che supportavano la cancelliera hanno chiesto che il loro contratto fosse adeguato alle nuove mansioni, ricorrendo anche al Tar. Il ricorso è stato respinto, i dipendenti hanno iniziato uno sciopero bianco e il Comune li ha spostati alle precedenti mansioni. Da quel momento l’ufficio è entrato in affanno. La mole di lavoro non è sostenibile da un unico dipendente e la situazione arriva alla paralisi quando quell’unico dipendente si assenta, come sta succedendo in questi giorni. «Non nascondo che la situazione sia davvero tragica», spiega il sindaco Alessandro Ferro, «il servizio sta collassando, ne siamo consapevoli. Siamo in attesa dell’ispezione che si terrà a novembre, ma i tempi sono oserei dire già scaduti. Non ci siamo persi d’animo però, stiamo provando il tutto per tutto per mantenere aperto il servizio». Ferro, che ha mantenuto per sé la delega al personale, nelle ultime ore sta incontrando funzionari e singoli dipendenti per discutere tutte le variabili di un possibile trasferimento. «Qualche piccola speranza c’è», spiega il sindaco, «sto trattando personalmente la questione perché è nostra volontà, malgrado quello che si dice in giro, mantenere il servizio che è fondamentale per la nostra città. Il problema del personale va risolto e in tempi velocissimi perché il servizio così com’è non può reggersi oltre. Nel nostro tentativo
estremo di salvarlo ci siamo rivolti a tutti. A Cavarzere e Cona, che usufruiscono dell’ufficio, ma anche cercando soluzioni in altre direzioni». La questione è stata al centro di una riunione della Camera degli avvocati di Chioggia riunita ieri sera.

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