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Povia alla serata “No Gender” polemica per il logo del Comune

Santa Maria di Sala. L’amministrazione ha concesso il patrocinio all’iniziativa a Villa Farsetti Artusi (Possibile): «Grave e inaccettabile». L’assessore Scatto: «Tuteliamo i diritti e le idee di tutti»  

SANTA MARIA DI SALA. Arriva Povia e a Santa Maria di Sala scoppia il putiferio: il Comune ha dato il patrocinio alla serata in programma domani, alle 20. 45 nel teatro di Villa Farsetti, dove insieme al cantautore ci sarà anche Gianfranco Amato del movimento “No Gender” e Possibile Salese punta i piedi: «Grave e inaccettabile che il Comune, che dovrebbe garantire i diritti e le libertà di tutti, dia il patrocinio a un’iniziativa che predica odio e discriminazione», attacca il gruppo dei civatiani.

La serata fa parte del tour che l’avvocato Amato e Povia, celebre dopo aver vinto il Festival di Sanremo nel 2006 con il brano “Vorrei avere il becco”, stanno portando avanti tra musica e parole, per ribadire, come recita lo slogan, «quello che in tv non ci dicono»: una tappa, nei mesi scorsi, anche nella vicina Zianigo, non ha mancato di suscitare polemiche e prese di posizione, anche dello stesso Povia.

«Il sindaco ritiri subito il patrocinio, accertando prima la natura e le finalità della serata», chiede il portavoce di Possibile Salese, Stefano Artusi, «questo concerto non rientra fra le espressioni tradizionali della cultura locale, la manifestazione e le idee che propaganda sono gravemente lesive dell’immagine del Comune. Siamo agli antipodi rispetto ad Amato e Povia e a fianco della comunità LGBT (lesbiche, gay, bisessuali e transgender, ndr) e dei movimenti femministi.

Il sindaco eviti la figuraccia, non vogliamo pensare che ci sia una coerenza dell’iniziativa con le finalità istituzionali dell’ente, perché questo significherebbe lasciare il patrocinio».

La replica spetta all’assessore Francesca Scatto: «Proprio perché il Comune tutela gli interessi, i diritti e le libertà di tutti abbiamo deciso di patrocinare questo concerto, che è un format che tratta temi come la teoria gender, i diritti dei bambini, il potere culturale e finanziario mondiale, la nascita e l’evoluzione della famiglia naturale che viene prima degli stati, delle leggi e delle religioni».

«Proprio Possibile Salese», insiste l’assessore Scatto, «che auspica una società basata sulle differenze e sulle pari opportunità, viene a chiederci il ritiro del patrocinio: dobbiamo pensare che chi non la pensa come loro non si può esprimere? Si schierino pure, noi invece crediamo che i cittadini debbano conoscere per
decidere».

L’unica vera discriminazione qui è voler imporre le proprie idee a chi la pensa diversamente. Altro che situazioni irregolari e revoca», conclude l’assessore di Santa Maria di Sala, «il patrocinio resta eccome. Non torniamo indietro».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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