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«La soluzione Marghera è impraticabile»

Dossier dei comitati inviato al premier Gentiloni. Il “no” al progetto spinto da governo, Porto e Comune in sette punti

VENEZIA. No alle grandi navi a Marghera. Mentre il governo sta per annunciare la soluzione alternativa al passaggio delle crociere a San Marco – in accordo con il Comune e l’Autorità portuale – i comitati ambientalisti rilanciano. Ieri hanno inviato un corposo dossier al ministro del Rio e al premier Gentiloni, annunciato in arrivo in laguna la settimana prossima.

«Esistono elementi di criticità», scrivono per l’associazione Ambiente Venezia e comitato No Grandi Navi Armando Danella e Luciano Mazzolin, «che rendono impossibile un’altra soluzione interna alla laguna come il progetto per l’attracco delle navi a Marghera, o il canale Vittorio Emanuele. Oltre all’incompatibilità ambientale, penalizza il porto commerciale e la vocazione industriale e manifatturiera dell’area. E ha già avuto pareri avversi dalla stessa Autorità portuale e dalla Capitaneria di porto.

Scavi. «Il canale dei petroli diventerà un’autostrada», si legge nel dossier, «e dovrà avere una cunetta di 100 metri (oggi è di 70) e una scarpata con rapporto 1 a 3, tre metri di scarpata laterale per ogni metro di profondità. Con i bacini di evoluzione si dovranno scavare 5 milioni di metri cubi di materiale. L’aumento del traffico provocherebbe cedimenti, e si renderebbe necessaria la cementificazione del canale».

Sicurezza. Mercantili anche con merci pericolose e navi passeggeri non potranno viaggiare assieme. Dunque, i convogli a senso unico ridurranno del 33 per cento la quantità del traffico commerciale, con una perdita di competitività del porto veneziano. Vincoli di orari e di marea per le navi portacontainer complicano ancora di più le possibilità di transito lungo il canale.

Rischio di incidente. «Il tracciato interferisce e attraversa Porto Marghera, classificata a rischio di incidente rilevante in base alla Direttiva europea Seveso».

Via negativa. «Esiste un parere negativo formulato dalla commissione nazionale Via del ministero per l’Ambiente su un progetto presentato per un porto passeggeri a Marghera da Ecuba srl nel 2015».

Sindacati. «Le organizzazioni sindacali», scrivono i comitati, «sono contrarie alla croceristica a Marghera, in quanto elemento ostativo allo sviluppo dell’attività industriale e manifatturiera in quell’area».

Mose. «Con il Mose in funzione a Malamocco, i transiti delle navi sarebbero soggetti a gravi restrizioni. Con l’aumento del livello dei mari le chiusure potrebbero essere nel 2050 187, una ogni due giorni».

Accessibilità. «Venti chilometri e due ore di percorrenza per arrivare alla Marittima. Con doppio pilota e doppio rimorchiatore e sposti ai venti di bora e di scirocco. Sono proposte che oltre a rivelare intendimenti speculativi sulle aree, non vedranno mai la luce proprio per la loro non fattibilità tecnica». «Il loro scopo», conclude la nota che accompagna il dossier, «è quello di prorogare sine die ogni decisione, mantenendo nel frattempo il transito in bacino San Marco».

Unica strada per essere credibili, concludono i comitati, sarebbe invece quella di individuare soluzioni praticabili in tempi brevi, come il nuovo terminal croceristico alla bocca di porto del Lido. Tenendo le grandi navi fuori dalla laguna.

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