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Discarica di via Sant’Elena il Tar chiede i documenti

Salzano. Continua la telenovela tra il Comune e le associazioni ambientaliste Non c’è chiarezza sulla tipologia di rifiuti e pende sempre una condanna Ue

SALZANO. Il Comune di Salzano dovrà presentare i documenti a Raggio Verde sulla discarica di via Sant’Elena entro fine mese. Questa la decisione presa il 27 settembre scorso dal Tar del Veneto sul ricorso portato avanti dall’Associazione di promozione sociale (Aps) per chiedere cosa ci sia dentro a quel sito, finito in una procedura comunitaria d’infrazione. Ancora cinque anni fa, l’Italia era stata condannata dall’Unione europea al pagamento di una multa milionaria per le cosiddette “discariche fuorilegge” e tra queste ce n’erano nove veneziane, tra cui, appunto, Salzano.

Un sito dove ci sono rifiuti solidi urbani ma anche speciali. L’associazione Raggio Verde di Roma era venuta a conoscenza proprio della situazione di via Sant’Elena e aveva fatto una richiesta degli atti a Salzano «relativi alle iniziative intraprese per evitare nuovi conferimenti e per la messa in sicurezza, la bonifica ed il ripristino, nonché alle verifiche effettuate sulla tipologia dei rifiuti conferiti, sulle condizioni ambientali del sito e sulla sua eventuale contaminazione». In pratica, si voleva sapere cosa è stato gettato all’interno di quell’area ma anche escludere che in futuro si possa gettare altra spazzatura dannosa per l’ambiente. Ma, non essendoci stata risposta, Raggio Verde ha presentato ricorso discusso nelle scorse settimane a Venezia. E alla fine questo è stato accolto.

«La legittimazione all’accesso alle informazioni ambientali è riconosciuta “ex lege”» si legge nel documento firmato dal presidente della seconda sezione del Tar, Alberto Pasi, «a chiunque ne faccia richiesta, e la ricorrente ha per finalità statutaria appunto la tutela ambientale. La domanda è sufficientemente circostanziata anche quanto all’oggetto (documenti relativi alle verifiche effettuate e alle iniziative intraprese in relazione alla discarica Sant’Elena in Comune di Salzano oggetto di procedura comunitaria di infrazione), di stretta competenza comunale». Per il giudice, «nulla vieterebbe, infatti, all’Associazione di presentare istanze di accesso ai documenti a tutti i comuni italiani (oltre ottomila) e poi in caso di mancata risposta agire in sede giurisdizionale con il beneficio del gratuito patrocinio a favore di avvocati che nella specie, peraltro sono anche il presidente e il segretario
dell’ente».

Salzano ha tempo trenta giorni per mettersi in regola e dare quanto richiesto a Raggio Verde, rappresentato e difeso dagli avvocati Alessandro Di Matteo, Daniela Terracciano, Vittorina Teofilatto.

Alessandro Ragazzo

©RIPRODUZIONE RISERVATA .

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