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Canti e commozione per don Celso Costantini

Concordia. Ieri in cattedrale l’inizio del processo di beatificazione del sacerdote che fu nunzio apostolico in Cina, alla cerimonia anche l’ambasciatore di Pechino

CONCORDIA. Non capita tutti i giorni di assistere a una messa di inizio del processo di beatificazione e santificazione con il pubblico giuramento di un vescovo. Tutto questo è accaduto ieri sera nella cattedrale di Santo Stefano a Concordia Sagittaria, nella culla della diocesi di Concordia Pordenone, per l’avvio delle pratiche che dovrebbero portare agli onori degli altari Celso Costantini, figura veneratissima. Fu nunzio apostolico in Cina dove si presentò come semplice missionario. E ieri sono arrivati addirittura da Taiwan per celebrare questa messa speciale. Erano i membri della congregazione da lui fondata, i Discepoli di Dio.

Celso Costantini, nativo di Castions di Zoppola, ha prestato servizio prima a Concordia e venne ordinato sacerdote a Portogruaro. E qui, dopo la Grande Guerra, fondò l’istituto San Filippo Neri per accogliere i cosiddetti “figli della guerra”, nati durante il conflitto a volte proprio dopo gli stupri degli occupanti.

Seguirà la causa don Bruno Pighin. La commissione per la raccolta degli iscritti inediti del servo di Dio è composta da Agostino Giovagnoli, che ne sarà presidente affiancato da altri esperti come Elisa Giunivero, Vannes Chiandotto e Fabio Mez. Infine il vescovo Giuseppe Pellegrini ha prestato il solenne giuramento non prima che fosse stata ricordata la nomina di tre censori i cui nomi restano segreti e non rivelati al pubblico. Poi il delegato episcopale e il postulatore e gli altri promotori hanno giurato recitando la formula e ponendo la mano destra sull’altare. Una formula che si perde nella notte dei tempi e richiama i precedenti riti di beatificazione diocesani di Concordia. Ovvero i Santi Martiri Concordiesi, il beato Odorico, il beato Bertrando e poi un cappuccino che ha fatto molto parlare di sé, padre Marco di Aviano.

Un lungo applauso ha accompagnato un momento molto intenso. Nelle prime file hanno trovato posto i sindaci di Concordia e Zoppola ma anche il vicepresidente del Friuli, Sergio Bolzonello. È stato annunciato il restauro della trifora, la culla della cattedrale. Un piccolo miracolo attribuito a Costantini, di cui ieri ricorrevano 59 anni dalla morte a Roma. Costantini era anche un artista e si è battuto per la riforma artistica nella chiesa del Novecento. Da scultore poi realizzò la statua di Toni Dall’Aga, il padre delle bonifiche del territorio.

È stata una cerimonia molto sobria ma anche molto lunga, un’ora e mezza. Il vescovo Pellegrini ha salutato le autorità civili presenti invocando sui fedeli la benedizione, ispirandosi proprio al cardinale Celso Costantini, figura che potrebbe salire presto agli onori degli altari.

Il corteo con il vescovo e i concelebranti ha lasciato la cattedrale al suono delle campane mentre il coro intonava gli ultimi canti, in un clima di entusiasmo che ha contagiato tutta la comunità di Concordia. In chiesa era presente anche l’ambasciatore cinese a Roma. Ecco un altro miracolo del cardinale Costantini. Cinesi e comunità ecclesiastica di Taiwan si sono incontrati
e stretti la mano.

Costantini si candida a Santo che potrebbe contribuire alla pace tra i due Stati cinesi in un periodo in cui l’assetto politico dell’Asia potrebbe cambiare per sempre, con scenari imprevedibili e di pericolo per tutto il mondo.

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