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Romea, Confagricoltura lancia l’allarme subsidenza

Chioggia. L’associazione chiede di partecipare al tavolo del Comune con l’Anas Il presidente: «La nuova variante deve tener conto della fragilità del territorio»

CHIOGGIA. L’incontro tra amministrazione e Anas per decidere l’intervento di messa in sicurezza della Romea sia pubblico. A chiederlo è Confagricoltura Venezia che sta seguendo da mesi con attenzione il dibattito sulle varianti messe in campo, esprimendo forti perplessità sui tracciati che attraversano il territorio della campagna chioggiotta, su cui pende il fenomeno della subsidenza.

«Il tema è di importanza straordinaria», spiega Nazareno Augusti, responsabile di Confagricoltura Chioggia, «per questo chiediamo di essere coinvolti in tutti i tavoli istituzionali in cui si discute del progetto viario della “nuova Romea. Sappiamo che questa settimana i tecnici dell’Anas incontreranno l’assessore ai lavori pubblici Elga Messina. Chiediamo che l’incontro sia a porte aperte per poter partecipare alla presentazione di un progetto strategico per il nostro territorio». In municipio dicono che l’incontro non sia ancora in calendario, anche se è noto che entro il mese di ottobre dovrebbe esserci quel famoso confronto tra Anas e Comune sugli studi di fattibilità delle varianti messe in campo dall’amministrazione comunale e dai comitati.

«Ci risulta», spiega Giulio Rocca, presidente di Confagricoltura Venezia, «che Anas voglia prendere in considerazione la realizzazione di una tratta tra Cavarzere e Ariano Polesine. Secondo noi sarebbe un’alternativa interessante per alleggerire il traffico sulla Romea. Abbiamo già ripetuto più volte che, vista la delicatezza del territorio, è necessario pensare a alternative che finora sono state accantonate come la Romea commerciale o progetti comunque con questo tipo di impostazione».

Lo scorso 15 settembre Confagricoltura Venezia ha partecipato alla conferenza svoltasi nella sede del Consorzio di bonifica Delta Po sostenendo l’opera di sensibilizzazione che i Consorzi del Polesine stanno facendo sui ministeri, l’opinione pubblica e i rappresentanti delle istituzioni sul grave problema della subsidenza. «I dati parlano chiaro e non sono interpretabili», precisa Augusti, «La fragilità del nostro ambiente è evidente con un abbassamento del suolo progressivo, di circa 2-3 cm all’anno, che include non solo terreni agricoli, ma anche aree urbane.
Qui la subsidenza è accentuata dall’ossidazione delle torbe, il contesto è troppo fragile e non può sopportare effetti aggiuntivi da parte della grande viabilità soprattutto quando, per il progetto della Romea, esistono alternative di minore impatto».

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