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Presenze alberghiere, 2017 anno record

Il direttore dell’Ava: «Siamo ai livelli pre-crisi del 2007, fondamentale il ritorno degli americani nelle strutture di lusso»

Il 2017 si profila come un’annata record per il turismo veneziano anche sotto il profilo alberghiero. Anche in questi giorni - con questo weekend semiestivo di ottobre - hotel, ma anche bed & breakfast e alloggi turistici del centro storico sono praticamente esauriti, ma è tutta l’annata che - trainata anche dalle presenze legate alla Biennale Arte, in corso sino a quasi fine novembre - si profila come eccezionale per gli operatori turistici.

«Siamo ai livelli del 2007», conferma infatti il direttore dell’Azienda veneziana albergatori (Ava) Claudio Scarpa, «che è stata l’annata clou per il turismo veneziano prima della crisi degli anni successivi, da cui siamo finalmente usciti e che aveva avuto anche un impatto occupazionale pesante. Ottobre è tradizionalmente un mese d’oro a Venezia per le presenze alberghiere, ma è da maggio, con l’avvio della Biennale, che il trend di crescita continua e si rafforza, anche se un bilancio definitivo lo faremo solo a fine anno. Determinante in questa crescita è anche il ritorno del turismo statunitense, che rappresenta circa il 20 per cento delle presenze complessive, ma che in termini di fatturato per le aziende alberghiere vale almeno il 35 per cento del totale, interessando soprattutto gli alberghi a quattro e a cinque stelle».

Va ricordato che già lo scorso anno era stato eccellente per il settore alberghiero veneziano, ma ora si va decisamente più su con il 2017 che si avvia alla conclusione.

Per Scarpa c’è anche un’indicazione precisa per il futuro: «Per migliorare il settore turistico veneziano e soprattutto limitare la presenza di quello mordi-e-fuggi bisogna alzare il livello complessivo dell’offerta e questo lo si fa puntando soprattutto sulla cultura. Non a caso per noi albergatori la Biennale Arti Visive è la manifestazione più importante, proprio perché attrae un turismo di questo tipo. Insieme all’aeroporto Marco Polo, che grazie all’aumento progressivo dei voli facilita sempre più l’arrivo di un turismo migliore. Ma bisogna che anche il Comune capisca che puntare sulla cultura per Venezia è fondamentale e fare sì che altre istituzioni si aggiungano a quelle che già ci sono come appunto la Biennale, la Guggenheim, la Fondazione Pinault ampliando ancora l’offerta e richiamando così un turismo più colto e responsabile. L’altra strada obbligata è quella di aumentare con nuovi terminal i punti di accesso alla città storica per diversificare i flussi. Vedo che anche la nuova amministrazione comunale ha ora intenzione di impegnarsi in questa direzione, ma bisogna appunto passare alla fase realizzativa, tanto più ora che anche Mestre stra scoprendo una nuova vocazione alberghiera legata al turismo». Ma anche gli albergatori veneziani ritengono indispensabile un’«iniezione» di nuova residenza per la città, al di là dei flussi turistici. «Il sindaco Brugnaro e l’Amministrazione devono impegnarsi a fondo da questo punto di vista per incentivare la nuova residenza - spiega ancora il direttore dell’Ava - pensando a una vera e propria serie di “benefit” per chi decide di venire a vivere a Venezia. Da un sistema di defiscalizzazione per i primi anni di parte delle imposte comunali,
al posto-auto garantito nel garage di Piazzale Roma, ad altre facilitazioni legate a servizi come asili nido o trasporti. Il miglioramento della qualità del turismo in città passa infatti anche sicuramente attraverso una salvaguardia della residenza».

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