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Trovato lo Spitfire precipitato nel 1945 con i resti del pilota

Cavarzere. Successo della ricerca del Romagna Air Finders  Emersi a Boscochiaro le ossa del militare e parte dell’aereo 

CAVARZERE. Il suono della cornamusa e la benedizione del parroco, don Francesco, hanno salutato, ieri mattina, il “ritorno” dell’anonimo (per ora) pilota inglese, morto 72 anni fa, a bordo dello Spitfire precipitato nei primi mesi del 1945 nelle campagne di Boscochiaro, i cui resti sono emersi dal terreno durante le operazioni di ricerca dell’aereo.

C’erano solo le ossa sparse, che sono state riposte in una cassetta d’alluminio, in attesa di poter, forse, individuare i parenti dello sfortunato aviatore. Erano stati i volontari della Raf, Romagna Air Finders, veri appassionati di questo tipo di ricerche, a individuare il luogo in cui giaceva l’aereo, non lontano da località Viola.

Studiando materiali militari d’archivio, fonti storiche e testimonianze dirette (in questo caso un cavarzerano che aveva dieci anni all’epoca dei fatti) e conducendo indagini in loco con il metal detector, i cercatori d’aerei avevano individuato il luogo in cui si trovava il relitto e avevano preso accordi con l’amministrazione e i proprietari del terreno.

Già due anni fa, a ottobre 2015, a Ca’ Briani, la stessa Raf aveva trovato i resti di un Messerschmit 109 dell’aviazione tedesca e li aveva recuperati. In quell’occasione non c’era il corpo del pilota che, infatti, secondo alcune testimonianze d’epoca, si era lanciato con il paracadute.

Tuttavia i reperti, ripuliti e catalogati, erano stati esposti, qualche mese dopo, a palazzo Danielato e si trovano ora nel museo dell’associazione, a Fusignano. La stessa sorte subiranno i pezzi dello Spitfire, recuperati dal terreno torboso con uno scavo iniziato alle prime luci dell’alba. I volontari della Raf sono arrivati da Ravenna e dintorni, con auto, camion e gru, seguiti dalla protezione civile di Cavarzere e dai carabinieri. C’era anche il medico legale, mandato dalla Procura, e un servizio di sicurezza con alpini romagnoli. Nulla è stato lasciato al caso, compresa la possibile attivazione di un servizio cimiteriale per portare eventuali resti umani al cimitero di Argenta. I resti del pilota sono stati tra le prime cose a emergere dal terreno e sono stati posti rispettosamente in una tenda, al riparo da sguardi troppo curiosi. «Finora abbiamo recuperato i corpi di 14 caduti», ha detto il presidente della Raf, Leo Venieri, «italiani, tedeschi, francesi, neozelandesi, sudafricani, inglesi. Le salme sono state deposte nei vari cimiteri di guerra e, quando
è stato possibile, abbiamo sempre avvertito i parenti, consegnando anche un piccolo oggetto recuperato a ricordo dei loro cari». L’identificazione del pilota potrà avvenire con il numero di matricola dell’aereo ritrovato attraverso il consolato inglese.

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