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Il sindaco: «Bandiere a mezz’asta e minuto di silenzio per Nicolò»

Domani i funerali. Tutta la comunità di Marcon partecipa alla tragedia della famiglia Tassan L’ultimo saluto alle 10.30 nella chiesa dei Santi Patroni d’Europa con l’omelia di don Filippetto

MARCON. Bandiere a mezz’asta e un minuto di silenzio da osservare alle 10. 30 in tutta Marcon. Questa la richiesta del sindaco Matteo Romanello per il funerale di domani di Nicolò Tassan, il bimbo di 4 anni travolto dall’armadio di casa la sera di lunedì, poco prima di festeggiare il compleanno della mamma. Come aveva fatto sapere appena dopo la tragedia di via Piave, Romanello ha messo l’annuncio ufficiale sul sito del Comune, invitando tutti i cittadini a rispettare il dolore della famiglia nel momento in cui la bara arriverà sul sagrato della chiesa dei Santi Patroni d’Europa. «Il Comune di Marcon», si legge, «interpretando il sentimento collettivo di cordoglio per la prematura scomparsa del piccolo Nicolò, chiede di osservare in tutto il territorio comunale, un minuto di silenzio durante l’orario delle esequie il cui inizio è previsto per le ore 10. 30». Così, almeno chi non potrà partecipare fisicamente per motivi di lavoro o altro, starà vicino ai genitori Enrico ed Elena e al loro primogenito. La stessa scuola dell’infanzia parrocchiale di Nicolò, Maria Bambina, rimarrà chiusa per consentire ai compagni, alle maestre e al personale ausiliario di poter andare a salutare per l’ultima volta il piccolo. Inutile dire che la chiesa sarà piena e sono previste centinaia di fedeli per una vicenda che ha scosso tutta la comunità locale, sia per chi conosce direttamente i familiari sia chi è rimasto colpito da questa storia. Ci saranno lo stesso Romanello, esponenti della giunta, del Consiglio comunale e il rito funebre sarà officiato dal parroco, don Silvano Filippetto. Sul corpo del piccolo non è stata fatta l’autopsia; per il magistrato, la dinamica di quanto avvenuto lunedì in via Piave attorno alle 19 è chiara e nessuno è indagato. Il destino di Nicolò è rimasto schiacciato da un armadietto, alto neanche due metri, che cercava di aprire ma gli è finito addosso. Era andato in camera, il bimbo, ma i genitori e il fratello più grande hanno sentito l’urlo sono corsie si sono trovati davanti una scena terribile: il piccolo era a terra con il mobile addosso e hanno avvertito subito la vicina di casa, chirurgo all’ospedale di Mestre. Con lei ci sono state le prime cure prima dell’arrivo dell’ambulanza
e l’immediato trasferimento al Ca’Foncello. Dopo la Tac, che ha riscontrato il trauma toracico e l’edema polmonare, si è deciso di intervenire ma, il suo cuoricino ha smesso di battere, rendendo vano ogni tentativo di salvarlo.

Alessandro Ragazzo

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