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Porto Marghera a porte aperte

Porto Marghera a porte aperte

Inaugurata al Vega l’esposizione permanente sul polo industriale e portuale in attesa delle bonifiche

Sei grandi pannelli che illustrano tutti cicli produttivi passati e presenti e la cronologia dei cento anni di storia di Porto Marghera, tute blu e gialle da lavoro, attrezzature e prodotti delle industrie chimiche, alimentari, siderurgiche, navali e logistiche.

C’è perfino un canarino in gabbia, finto, a ricordo del vecchio e per fortuna superato metodo adottato dagli operai del Petrolchimico che, al pari dei minatori sardi, mettevano un uccellino vivo in gabbia nei reparti a rischio di fughe di gas per capire quando occorrenza mettersi la maschera antigas o fuggire.

L’atlier Industriale. Il tutto si può trovare in un “altelier” allestito nel padiglione Antares del Parco Vega di Marghera, con tanto di mostra permanente delle industrie di Porto Marghera, che farà da base di partenza degli “itinerari guidati” – per studenti ma anche per i cittadini – nel porto commerciale e negli stabilimenti ancora attivi che oggi occupano un migliaio di lavoratori, un quarto di quelli occupati negli anni Sessanta e Settanta.

Davanti ad una sala gremita da autorità istituzionali ed enti pubblici, manager di industrie, sindacalisti, politici, docenti e studenti universitari, il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, ha inaugurato ieri – nell'ambito delle Celebrazioni per i 100 anni di Porto Marghera, “Industriae” – , il Centro Informativo Permanente ospitato nel padiglione Antares che resterà aperto al pubblico (dal lunedì al venerdì ore 8-14, sabato e domenica ore 9-17) fino al 28 maggio 2018.

Parallelamente, dal 15 ottobre al 15 novembre, il comune di Venezia sarà disseminato di grandi foto di Giorgio Bombieri degli interni di Porto Marghera.

Il discorso del sindaco. L’atlelier, fortemente voluto dal sindaco, resterà aperto per fornire a chiunque ne sia interessato, una visione a 360 gradi del polo industriale e logistico fondato nel lontano 1917 e oggi alla boa dei suoi primi 100 anni con una sfilza di problemi, in gran parte insoluti e sui quali nemmeno ieri il sindaco Brugnaro ha voluto chiarire quali sono nel dettaglio i piani del Comune. Si tratta del futuro dei 2 mila ettari di Porto Marghera che aspettano ancora il completamento della “muraglia” di marginamento delle aree industriali inquinate e la loro successiva messa in sicurezza o bonifica, premessa indispensabile per il riavvio di qualsiasi vecchia e nuova attività produttiva o logistica. Il sindaco ieri si è limitato ai soliti slogan che poco chiariscono: «la parola chiave per il futuro è rispetto: per i cittadini che abitano questa città, per i lavoratori che ci hanno lavorato, ci lavorano e per quelli che ci lavoreranno». «E' un momento straordinario per ripartire e dobbiamo continuare a lottare perché questo accada – ha aggiunto– . Lottare non contro qualcuno, ma per qualcosa in cui crediamo, per lasciare una città migliore ai nostri bambini. Lasciamo quindi da parte le polemiche e dimostriamo che da Porto Marghera possono ripartire l'industria e l'economia. Questo è un grande progetto, c'è posto per tutti».

Gli itinerari guidati. La mostra nel padiglione Antares – inaugurata ieri – sarà il punto di partenza degli Itinerari guidati via terra e via acqua tra passato e futuro di Porto Marghera che hanno lo scopo di «far conoscere l’area industriale, portuale e di servizi, le fabbriche e le produzioni vecchie e nuove, le innovazioni tecnologiche, il lavoro quotidiano». Gli Itinerari, completamente gratuiti – che già hanno raccolto 500 iscrizioni nel sito del centenario – sono rivolti alla cittadinanza, con un
attenzione particolare a scuole, università, associazioni, ordini professionali per offrire stimoli di riflessione e conoscenza del territorio, della sua storia e delle future opportunità di sviluppo economico, ambientale e infrastrutturale».


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