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Un cuoco di Caorle muore a 53 anni

Luca Segatto lavorava al ristorante “Alla Posta”. Stava bevendo un caffè al bar dell’autostazione insieme al fratello

CAORLE. Muore davanti al fratello, al bar dell’autostazione. Martedì sera si è consumato un altro dramma a Caorle. Luca Segatto, conosciutissimo cuoco di 53 anni, si è accasciato al suolo ed è deceduto, nonostante il disperato tentativo di rianimarlo portato avanti dagli operatori sanitari di Caorle e Portogruaro. Lavorava al ristorante “Alla Posta”, gestito da Sebastiano Sarto. Il magistrato della Procura di Pordenone ha concesso immediatamente il nulla osta alla sepoltura, per cui la famiglia ha già organizzato i funerali.

Il rosario in suffragio verrà recitato domani pomeriggio, con inizio alle 18, nella chiesa di Santa Margherita, mentre il funerale verrà celebrato venerdì alle 15, sempre nella medesima chiesa in cui opera don Gino Zuccon.

Di professione Luca Segatto era cuoco, ma spesso lo si vedeva servire lui stesso ai tavoli le pietanze che preparava, in particolare quelle a base di pesce. Ha lavorato per tanti anni al ristorante “Al Faro”, gestito dall’amico Sileno Moro, anche lui mancato quest’anno. Poi l’incontro con Sebastiano Sarto, per dare vita a un sodalizio culinario apprezzatissimo dai caorlotti e dai turisti.

Luca Segatto si trovava al bar della stazione delle corriere, all’altezza di via Tràghete. Recatosi a un tavolo aveva ordinato un tramezzino e un caffè. Si è sentito male accasciandosi al suolo. Poco dopo è arrivato anche il fratello, Loris. Ha assistito alle fasi di soccorso. Da Portogruaro è arrivata, in 17 minuti secondo fonti sanitarie, un’ambulanza con medico a bordo, dopo che sul posto era arrivato anche un altro mezzo dal punto di primo intervento di Caorle. Dopo un’ora di inutili tentativi di rianimazione Luca Segatto è stato dichiarato deceduto, tra la disperazione di parenti e amici.

La notizia si è diffusa molto rapidamente a Caorle. Commosso il ricordo del gestore del ristorante “Alla Posta”, Sebastiano
Sarto: «Ho perso un fratello, amico, dipendente, un angelo, un uomo buono». Ieri mattina c’erano molte persone in attesa di entrare nella camera ardente per rendergli omaggio. «Era l’umiltà fatta persona», ha dichiarato uno dei suoi più cari parenti.

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