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La madre disperata in casa: «Ho perso Nicolò in un attimo»

La giovane mamma che ha perso il figlio travolto da un armadio è distrutta. Gli amici sconvolti: «Genitori bravissimi, non meritavano questo lutto»

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MARCON. «Ho perso mio figlio in un attimo». Mamma Elena, dal citofono di casa non si capacita per quanto avvenuto la sera precedente , nel giorno del suo compleanno, e riesce solo a dire questo per ricordare il suo Nicolò. Quel Nicolò, che solo fino a qualche minuto prima giocava liberamente con i suoi amichetti e il fratellino più grande nel giardino condominale in via Piave, inserito in una nuova zona residenziale a due passi dal centro di Marcon.

Doveva essere una serata di allegria, di spensieratezza, un momento di ritrovo e, invece, è stato l'inizio di un incubo conclusosi con un dramma.Nessuno si sarebbe mai immaginato che di lì a poco Nicolò avrebbe perso la vita dopo un incidente tra le mura domestiche.

"Non abbiamo detto ai bambini della morte di Nicolò" A Marcon le mamme spiegano come cercano di difendere i figli dal trauma della morte del bimbo di 4 anni travolto da un armadio (Videoagenzia Lorenzo Pòrcile) LEGGI L'ARTICOLO

«Una tragedia enorme», racconta una coppia di amici dei Tassan, «perché sono brave persone, non meritavano questo. Hanno un amore indescrivibile per i loro due figli». Poi descrive quel bimbo, che frequentava l'asilo parrocchiale di Marcon. «Nicolò era vivace come un qualsiasi altro suo coetaneo», continua, «ma davvero buono. Giocava spesso fuori con gli altri bambini; vede, in questo stabile ci si conosce tutti, ci sono molti giovani genitori con figli piccoli e il giardino diventa il luogo del passatempo. Mio nipote era stato con Nicolò fino a pochi minuti prima dell'episodio, avevano trascorso parecchio tempo assieme, capitava spesso. La sera abbiamo saputo di quanto successo; abbiamo visto dapprima l'ambulanza e poi l'automedica, abbiamo intuito fosse successo qualcosa di molto grave, altrimenti non arrivano così tanti dottori».

Se la mamma aveva compiuto gli anni l'altra sera, Nicolò ne aveva fatti 4 da poco. E nella coppia di amici è ancora vivo il ricordo di quella festa. «Anche noi avevamo fatto il regalo come succede in questi casi», continuano i due, «perché qui funziona così e si organizzano delle feste per stare insieme, specie quando ci sono i bambini».

I Tassan abitano in via Piave da tempo e, di conseguenza, diventa facile essere conosciuti da gran parte dei residenti della zona. Papà Enrico è dipendente di un'azienda nel ramo delle spedizioni, la moglie lavora a Venezia nel settore del vetro. Il loro primogenito ieri è andato a lezione come un qualsiasi altro giorno, poiché frequenta la classe elementare.

La notizia della scomparsa del suo fratellino si è sparsa di casa in casa nel circondario e non solo, tanto da rimanere sbigottiti per quanto fosse successo; c'è chi lunedì sera ha visto sì l'ambulanza ma non sapeva cosa fosse successo, altri non si sono neppure accorti ma nelle ore successive hanno saputo del dramma. La notizia è giunta anche in parrocchia San Giorgio, dove Nicolò era iscritto alla scuola dell'infanzia. Un istituto gestito da laici ma dove il piccolo era ben inserito; in questi giorni era presente come sempre ma nessuno vuole commentare quanto successo, anche perché le notizie ancora frammentarie e non si sa bene cosa sia successo né in casa né all'ospedale nelle ore successive.

«Una bruttissima tragedia», aggiunge don Silvano Filippetto, informato nel pomeriggio dell'accaduto. E della morte del piccolo Nicolò ha avuto notizia pure il sindaco di Marcon, Matteo Romanello: «Esprimo il cordoglio mio e del Comune», dice, «che si stringono attorno alla famiglia in questo momento difficile».

Ancora da stabilire la data del funerale, perché prima gli inquirenti dovranno far luce sull'accaduto e ricostruire tutta la vicenda. Di certo, la presenza di fedeli all'ultimo saluto sarà massiccia.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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