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«Rinforzi per la sicurezza a breve pronta la mappa»

Il prefetto Boffi soddisfatto dei dati sui reati elaborati dal Ministero dell’Interno «Dovrebbero essere calcolati tenendo conto dei milioni di turisti che arrivano»

«I dati dei reati sono in calo e questo non ci può fare che piacere. Inoltre la questione dei borseggi che sono sempre alti a Venezia e nelle varie città d’arte, dipendono dal fatto che ci sono milioni di turisti che arrivano in città e il rapporto quindi andrebbe fatto su quel numero e non su quello degli abitanti». Il Prefetto Carlo Boffi commenta così i dati sulla sicurezza nelle varie città e provincie italiane, pubblicato ieri dal quotidiano economico Il Sole 24 Ore.

Naturalmente la situazione che maggiormente è considerata a rischio riguarda Mestre e la zona di via Piave e della stazione ferroviaria. Spiega il Prefetto: «A breve renderemo noti i dati relativi all’impiego dei rinforzi destinati a Venezia e in particolare a Mestre dal Ministro dell’Interno Marco Minniti.

Da una parte la pressione delle forze dell’ordine, dall’altra gli investimenti. La “grande bonifica” della zona compresa tra via Piave e l’area della stazione, continua e da alcune settimane è iniziata l’operazione della polizia che vede impegnati, almeno un centinaio di uomini, due volte la settimana nel controllo delle aree calde. Interventi che dureranno per alcuni mesi. Le operazioni che avvengono soprattutto durante il giorno hanno l’effetto di spostare la gran parte dei pusher che operano nella zona e che spesso sono al centro di risse, aggressioni e fatti di sangue. La recente azione ha fatto sì che gli spacciatori di giorno si stiano spostando verso Marghera e in altre parti della periferia mestrina. Di sera spesso tornano nei vecchi luoghi. Per il Comune c’è anche il problema che chi investe in strutture ricettive nella zona, a breve diventerà un quadrilatero ad alta densità di posti letto, pretende sicurezza e non certo degrado e spacciatori davanti alla porte dell’albergo o clienti aggrediti.

La task force vede impegnati uomini della questura, del commissariato di via Ca’ Rossa, con il supporto del reparto prevenzione crimine di Padova e vengono utilizzati agenti della polizia scientifica, e unità cinofile antidroga. Senza dimenticare i militari.

Il giro di vite è stato deciso a inizio settembre quando il sindaco Luigi Brugnaro ha condiviso con il Capo della Polizia, Franco Gabrielli, il prefetto e il questore di Venezia, Carlo Boffi e Danilo Gagliardi, le problematiche e le esigenze della città sul tema sicurezza. Sulla base delle indicazioni fornite è stato predisposto in
poco più di una settimana un piano straordinario che prevede servizi che verranno effettuati più volte la settimana e dureranno per alcuni mesi. Naturalmente servizi che saranno modulati a secondo delle esigenze e dei cambiamenti nel mondo dello spaccio.

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