Quotidiani locali

Record di fermati solo l’11% è arrestato

Il report: nell’81% sono donne, molte minorenni e incinte

Nell’81 per cento dei casi sono donne: «Spesso incinte, sempre più spesso minorenni e talvolta incinte minorenni. La mattina agiscono in particolare ai pontili di Piazzale Roma e Stazione, poi si spostano in centro tra Rialto e le Mercerie, infine verso le 18 ritornano agli approdi Actv per approfittare della ressa di turisti».

A parlare è il commissario capo della Polizia locale Gianni Franzoi, che con l’assessore alla sicurezza urbana Giorgio D’Este delinea così il ritratto della borseggiatrice-tipo in azione tra i turisti di Venezia, tracciando un bilancio dell’attività anti borseggio in città in questo 2017. Numeri da record, quest’anno, con 82 interventi degli agenti municipali in flagranza di reato (contro i 74 di tutto il 2016), con 30 persone arrestate e 52 denunciate a piede libero: tra queste, ben 21 minorenni, addirittura 7 con meno di 14 anni e quindi non imputabili. Quanto alle nazionalità, 23 sono bosniache, 18 romene, 15 croate, tutte di etnia rom: «La maggior parte sono trasfertiste, persone che abitano nei campi attorno a Milano e vengono a Venezia in giornata, ma – soprattutto tra i romeni – c’è chi passa qualche notte in qualche alberghetto di Mestre». Scomparsi i magrebini, che tra fine anni ’90 e i primi 2000 controllavano il mercato. Ma cosa succede dopo il fermo? Negli 82 interventi in flagranza, 25 persone sono state raggiunte da un provvedimento cautelare del giudice, ma solo 9 di loro hanno subito una condanna al carcere o agli arresti domiciliari: l’11 per cento.

«Noi li arrestiamo, ma qualcun altro li mette fuori, segno che la legge è insufficiente ad affrontare questi reati, come già per lo spaccio degli stupefacenti», commenta l’assessore D’Este, «per questo come amministrazione continuiamo a chiedere al governo di modificare la norme: speriamo che il ministro Minniti dia velocemente seguito all’annuncio di voler accelerare le procedure di espulsione, affinché queste persone scontino la loro pena nei paesi d’origine». «Comunque abbiamo notato che negli ultimi 10 giorni il fenomeno si è molto limitato», prosegue il commissario Franzoi, «probabilmente in coincidenza anche con le misure cautelari disposte dal tribunale anche nei confronti di donne incinte e minorenni. Ringraziamo il centinaio di persone – tra cittadini non distratti, singoli particolarmente attenti, personale delle aziende – che ci danno una mano segnalando situazioni a rischio».

Lite in commissione. L’occasione per discutere di quello che «è il più frequente reato patrimoniale in città» è stata data dalla commissione congiunta II e IV, convocata nel pomeriggio per rispondere ad un’interpellanza della consigliera del M5s Sara Visman, durante la quale l’assessore alla Mobilità Renato Boraso si è messo addirittura ad urlare, sostenendo di non poter spendere i soldi pubblici per tappezzare città e mezzi pubblici di cartelli di allertai. Il contrario di quanto annunciato in mattinata dallo stesso D’Este, che si è già incontrato con il presidente di Actv
Luca Scalabrin, proprio per concordare nuovi cartelli, più effici. «Non si capisce la reazione su di tono dell’assessore Boraso», dice da parte sua Visman, «chiediamo semplicemente di informare i turisti, anche utilizzando i display: non sarebbe oneroso».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

TrovaRistorante

a Venezia Tutti i ristoranti »

Il mio libro

CLASSICI E NUOVI LIBRI DA SCOPRIRE

Libri da leggere, a ciascuno la sua lista