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Edilizia, la ripresa ancora non si vede

Fermi i lavori pubblici, le compravendite di case riguardano soprattutto l’usato. È positivo invece il settore turistico

«La ripresa? È troppo presto per parlarne. Ci sono piuttosto segnali di fine della fase recessiva, ma la ripresa ancora non c’è». Parola di Antonio Vespignani, direttore di Ance (l’Associazione nazionale dei costruttori) di Venezia. Se in diversi settori dell’economia veneziana cominciano a esserci segnali positivi, questo ancora non si può dire dell’edilizia. A parlare sono i numeri della Cassa edile: nel corso dell’ultimo anno (l’ultimo confronto disponibile è tra luglio 2017 e luglio 2016) le imprese sono ulteriormente scese, passando da 803 a 748 (-6,85%) anche se gli operai addetti sono leggermente cresciuti (+0,45%) salendo da 4241 a 4260, così come la massa dei salari, che si attesta sui 5,4 milioni di euro. Dalla lettura di un report di Ance Veneto, risalente allo scorso maggio, emerge anche che le costruzioni rappresentano ancora il 9,7% in termini di contributo all’economia, per un valore di investimenti pari a 14.126 milioni di euro, anche se il dato sull’occupazione continua a essere in picchiata almeno dal 2009. Molto dipende dai settori in cui lavorano le aziende. Prendiamo ad esempio i lavori pubblici. Sempre a livello regionale nel primo trimestre del 2017, ultimo dato disponibile, ci sono stati appalti per un valore di 283 milioni di euro. Nel 2012 c’erano stati appalti per 2882 milioni, e infine nel 2016 per oltre 1220 milioni.

«Non solo le amministrazioni hanno meno soldi da spendere», prosegue Vespignani, «ma molto spesso fanno anche fatica a spenderli per le nuove norme di contabilità interna e per il nuovo codice degli appalti, che invece di dare un nuovo impulso ha reso più complicati gli appalti, e le amministrazioni sono spesso in attesa di chiarimenti per non incorrere in sanzioni». Anche i dati del settore immobiliare potrebbero trarre in inganno. I dati sulle compravendite infatti sembrano segnare un trend positivo rispetto al passato. Nel 2016 ad esempio - sempre secondo i dati di Ance Veneto, su elaborazione Istat - le compravendite di unità immobiliari a uso abitativo sono cresciute del 27% rispetto all’anno precedente, e raggiungendo, in termini quantitativi, le 10.782 transazioni, più del 2011 quando le transazioni furono 10.360. «Dal nostro osservatorio però», aggiunge Vespignani, «risulta che si tratti in gran parte di compravendite di usato, case già costruite, e quindi non nuove costruzioni». Il dato positivo sulle compravendite - è la riflessione dell’Ance - non si traduce quindi in nuovi lavori. L’unico settore davvero positivo è quello turistico. Non tanto per la costruzione di nuove strutture ricettive, che pure ci sono, e basti pensare agli ostelli e agli alberghi costruiti, in via di costruzione o in via di ampliamento nell’area della stazione ferroviaria e di via Piave. Ma quanto per i lavori di ristrutturazione che molti alberghi, soprattutto lungo la costa e in Riviera del Brenta, necessitano di interventi e adeguamenti per affrontare
la nuova stagione. «Il settore grazie al quale le aziende vivono», aggiunge Vespignani, «anche l’ultima stagione turistica è andata molto bene e questo permette di fare investimenti per ammodernare le strutture, soprattutto sul litorale jesolano».

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