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Aggressione razzista, caccia agli ultras

Portogruaro. I tre profughi al Pronto soccorso. Il pestaggio dopo la partita di calcio con il Treviso

PORTOGRUARO. Indagini concentrate sugli ultrà del Treviso Calcio, dopo l’aggressione di stampo razzista e xenofobo subita da tre richiedenti asilo nella serata di domenica da parte di una quindicina di persone. Prima gli epiteti irriguardosi, tra cui un “neri di m...” e un altro poco amichevole “tornate a casa vostra”. Poi, le botte con oggetti contundenti recuperati e sottoposti a sequestro da parte dei carabinieri di Portogruaro, che hanno già avvertito l’Ufficio immigrazione della Questura di Venezia e la Questura di Treviso. Il fatto ha turbato Portogruaro, un episodio la cui chiara matrice razziale è confermata da molte fonti.

Il punto sulle indagini. Innanzitutto non si tratta di una rissa, perché i giovani non sono indagati. Si sono soltanto difesi. Dopo la notte trascorsa al Pronto soccorso le vittime del brutale pestaggio sono tornate all’ospedale. Hanno 16, 19 e 22 anni, e hanno rimediato prognosi di guarigione oscillanti tra i 10 e i 30 giorni. Tre macchine sono andate via con a bordo i picchiatori. I carabinieri attraverso testimoni che non vogliono far passare la cosa in cavalleria, hanno avuto i numeri di targa che si stanno confrontando con quelle presenti al parcheggio dello stadio, in occasione di Portogruaro-Treviso, gara di calcio di Promozione. Il sospetto cade sugli ultrà trevigiani; anzi i carabinieri stanno proprio indagando su di loro, ma restano aperte altre piste. Di sicuro non sono stati tifosi del Portogruaro. Gli aggrediti, tuttavia, non sanno riconoscere i segni distintivi dei presunti tifosi, alias razzisti e picchiatori. Due migranti dovranno portare il collare, mentre un altro dovrà adoperare un attrezzo sanitario per il braccio; colpa di una distorsione rimediata nell’aggressione. Le hanno prese di santa ragione da persone che poi, pavidamente, sono scappate via.

Aggressione verbale, poi botte. Il 19enne è l’unico cui è stato concesso di parlare alla stampa. «Io capisco l’italiano e ho sentito quelle frasi. Credo fossero ubriachi. Io ho reagito verbalmente quando mi hanno dato del figlio di p....», ha riferito la vittima dell’aggressione razzista, «ho perso mio padre. Poi siamo scappati verso la casa, ma ci hanno raggiunto e picchiato, adoperando oggetti contundenti».

La condanna di Comune e Lega. Nella nota del Comune di Portogruaro esprime ferma e assoluta condanna per l’episodio di violenza. «Portogruaro ha sempre dimostrato di essere una città non violenta e volta a promuovere tutte le azioni possibile contro la violenza, sia generica che di genere. Si ringraziano i cittadini per le segnalazioni». La Lega Nord ha espresso solidarietà poi verso i profughi aggrediti.

Sdegno fino in Parlamento. Chi parla di razzismo è Sara Moretto, deputato del Pd. «Condanno con fermezza l’episodio, che pare nasca da insulti a sfondo razzista. Mi auguro», ha detto la parlamentare, «che le forze dell’ordine
appurino al più presto i fatti e che si individuino velocemente le responsabilità. Spiace che la mia città sia stata macchiata da un episodio che non le appartiene ma che purtroppo conferma quanto sia urgente e necessaria una forte azione culturale».

Rosario Padovano

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