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A processo la coppia esperta in truffe online

Alex Catullo e Monica Lugato avevano venduto sui siti strumenti e gadget inesistenti

MIRANO. La Procura, con il sostituto procuratore Roberto Terzo, contesta loro un elenco di truffe che ne farebbero dei veri professionisti. Cellulari, tablet, gioielli, persino una cucina e una fornitura di cibo per animali: questi gli oggetti delle truffe contestate alla coppia formata da Alex Catullo, 29 anni, e Monica Lugato, 27 anni, entrambi residenti a Mirano. I due sono a processo davanti al giudice monocratico di Venezia con l’accusa di truffa in concorso. A difenderli, l’avvocato Monica Mognato.

I due erano particolarmente abili a colpire attraverso le truffe on line. In più occasioni, infatti, secondo l’accusa, Catullo avrebbe messo in vendita su siti come eBay, subito.it e kijiji diversi prodotti informatici dei quali non aveva però la disponibilità e quindi non consegnava, nonostante il pagamento regolare effettuato dall’ignaro acquirente. Un esempio su tutti: Catullo sarebbe riuscito a farsi pagare 420 euro da un uomo con un bonifico per uno smartphone Samsung S4 messo in vendita su eBay. Peccato che del cellulare non ci fosse traccia.

Per la Procura, Catullo colpiva anche nei negozi. Alla gioielleria “Oro Sintesi” di Mirano aveva acquistato una collana d’oro per 620 euro, pagando con un assegno che però non era valido. La coppia aveva truffato anche il corriere espresso Gls, acquistando merce varia per quasi 2.000 euro on line e inducendo in errore lo stesso corriere relativamente al metodo di pagamento, con il risultato che i prodotti erano stati consegnati, ma non realmente pagati. Con la scusa di dover aprire una rivendita on line di cibo per animali, erano riusciti a farsi consegnare crocchette per 1.500 euro, saldate con assegni falsi. E scoperto era pure l’assegno staccato per pagare una cucina e un forno per un totale di 2.900 euro. Tutti episodi, questi, avvenuti tra il 2013 e il 2014. Nel corso delle indagini era stato effettuato un sequestro del materiale provento delle truffe. Ora i due devono rispondere delle condotte davanti al giudice.

Rubina Bon