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TURISMO IN TERRAFERMA

L’Hotel Bologna si allarga investimento anti-degrado

La famiglia Tura spenderà un milione di euro per annettere un palazzo e creare nuove camere e una spa con palestra all’angolo con le vie Col di Lana e Piave 

MESTRE. Non solo nuovi cantieri e investimenti stranieri nell’alberghiero a Mestre. Ci sono anche investimenti di albergatori storici della città, con intenti che coniugano l’ampliamento di spazi e servizi ad interventi anti degrado. È il caso dell’investimento da un milione e 200 mila di euro che amplierà l’offerta dell’hotel Bologna, istituzione alberghiera di Mestre.



Aperto dal 1911 e gestito sempre dalla famiglia Tura, l’albergo ha nei mesi scorsi prima acquisito dal Comune il plateatico fronte stazione, trasformando i caotici posti auto in uno spazio per il bar dell’albergo, con tavolini e sedute. Una prima ristrutturazione aveva portato le camere da 151 a 109, con nuovi servizi e ammodernamenti interni. Ora si punta a tornare a 145 camere con un’acquisizione: il vicino palazzo con piastrelle marroni diventerà con un intervento un prolungamento dello storico albergo con la realizzazione di nuove camere e al pianterreno, quello all’angolo di via Col di Lana di una spa-palestra ad uso dei clienti dell’albergo. Un investimento anti-degrado, spiegano Paola Tura, proprietaria dell’albergo, il figlio Marco Cecchinato Tura, resident manager e l’architetto Maurizio Ghezzo, professionista mestrino che dal 1998 segue le ristrutturazioni e gli ammodernamenti del Bologna: «L’edificio a fianco della corte di ingresso al parcheggio era disabitato da anni. E nella stradina di notte c’è di tutto: spaccio e prostituzione. Abbiamo acquisito l’edificio con l’obiettivo di creare un tutt’uno con l’albergo. L’accesso al parcheggio sarà inglobato nell’ampliamento: la facciata del palazzo sarà rifatta. Verso via Col di Lana sarà realizzata la palestra Spa. L’accesso al parcheggio sarà protetto da un cancello e tutta la zona sarà illuminata e protetta da telecamere».



Già da due anni l’albergo alla fine di via Piave investe in sicurezza contro il degrado. Il Bologna, il dirimpettaio Hotel Plaza e l’hotel Tritone finanziano un servizio di vigilanza della Castellano che ogni sera, dalle 20 all’una di notte, vigila le aree attorno ai tre alberghi. Iniziativa che viene confermata anche quest’anno per la terza volta. La famiglia Tura è convinta che la riqualificazione urbanistica sia di fatto il mezzo migliore per sconfiggere il degrado di una zona come quella attorno alla stazione di Mestre, che in tutte le grandi città del mondo vede fenomeni di devianza che possono essere contenuti investendo nel miglioramento della qualità urbana. Da qui la scelta di acquisire la palazzina abbandonata, costruita nel 1945, e farla diventare un prolungamento dell’hotel con l’obiettivo di rigenerare e abbellire anche la parte iniziale di via Col di Lana, ora una delle zone di spaccio vicino alla stazione.

Qui insiste anche un ristorante rinomato come “Il Moro” e tutti si attendono un effetto benefico da questa ristrutturazione. Dall’altra parte della strada stesso effetto ci si attende in mezzo ai palazzi che erano sotto il controllo di Keke Pan, il “re cinese” di via Piave, dalla realizzazione dell’ampliamento dell’hotel Plaza, con 250 camere e una formula simile all’ostello con uno standard, più elevato. «L’ostello non ci fa paura. Anzi, con il suo arrivo si nota la riqualificazione di via Ca’ Marcello. Sono i quattro alberghi in costruzione, invece, i nostri possibili concorrenti. E dal 2018 sarà il turismo cinese la grande novità vista l’apertura del progetto della “Via della seta”», ci spiegano dall’ Hotel Bologna: «Noi siamo anche un punto di riferimento per gli incontri e i convegni: quest’anno ospitiamo oltre agli incontri del Rotary e di altri gruppi anche i ritiri del Calcio Venezia. E ci sentiamo parte della città».



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