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Venezia, sulla passerella del Fontego sfila il lusso "Made in carcere"

Véstiti-Usciamo.  Al Padiglione Eventi, gli abiti ispirati all'Oriente realizzati nell'atelier del carcere femminile della Giudecca

Venezia, in passerella ila bellezza degli abiti realizzati dalle detenute

VENEZIA. Véstiti-Usciamo. Al T Fontego dei Tedeschi, al Padiglione Eventi, una sfilata indimenticabile ispirata alla donna, a Venezia, all’Oriente. Gli abiti d’alta moda e i vestiti da favola realizzati con stoffe pregiate firmate Rubelli e Ferro (Padova) – sete, rasi, velluti, broccati, anche lustrini – sono stati confezionati in ...

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Venezia, in passerella ila bellezza degli abiti realizzati dalle detenute

VENEZIA. Véstiti-Usciamo. Al T Fontego dei Tedeschi, al Padiglione Eventi, una sfilata indimenticabile ispirata alla donna, a Venezia, all’Oriente. Gli abiti d’alta moda e i vestiti da favola realizzati con stoffe pregiate firmate Rubelli e Ferro (Padova) – sete, rasi, velluti, broccati, anche lustrini – sono stati confezionati in uno speciale “atelier” , quello del carcere femminile della Giudecca, da un gruppo di detenute.

Due mesi di intenso lavoro tra tessuti, fili, bottoni, aghi: le loro mani hanno dato vita a creazioni sartoriali uniche e raffinate. Originali e preziosi anche gli accessori, bags e fasce per capelli. La collezione dei 23 capi d’abbigliamento indossabili in ogni stagione, dal freddo al caldo, e in ogni evento, dall’elegante all’onirico, segna un punto di svolta per un mondo poliglotta che vuol rimettersi in gioco per riprendersi la vita, gli affetti, la famiglia, il lavoro.

Véstiti-Usciamo, gli abiti realizzati dalle carcerate di Venezia

Sei le detenute protagoniste, dietro le quinte, dei tagli d’abito realizzati a mano e a cucito. Provengono da Paesi differenti, due sono italiane, due cinesi, una rumena, una serba; la loro età va dai 25 ai 50 anni. Alle loro spalle vi sono storie di emarginazione mentre sulle spalle delle modelle in passerella – addette alla vendita del centro commerciale del lusso e studentesse, scivolano abiti drappeggiati da sogno, kimono, tailleur, gonne a ruota, giacche mini. È il trionfo dell’Oriente e soprattutto della donna, la musa che in ogni tempo ha ispirato poeti, artisti, musicisti.

Dentro a questo mondo di leggerezza, colori e luci quella delle detenute è una sfida quotidiana impegnativa, dura, difficile. Per loro tutto può succedere ancora, la speranza, la libertà, il futuro.

Presenti all’evento curato dall’insegnante Massimo Buriana e organizzato, ieri alle 18.30, dalla cooperativa Il Cerchio – quest’anno festeggia i vent’anni di attività – il direttore comunicazione e marketing del T Fondaco dei Tedeschi Anna Adriani; il provveditore regionale dell’amministrazione penitenziaria per il Veneto, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia Enrico Sbriglia; il vice presidente del Consiglio comunale Saverio Centenaro; la direttrice della Casa di reclusione femminile della Giudecca Antonella Reale.

Dopo la sfilata i vestiti saranno esposti al Banco Lotto 10, in Salizada S. Antonin 3478/a. «Per essere acquistati» spiega la titolare Annalisa Chiaranda che in anteprima annuncia che passerà il testimone a una giovane designer veneziana. Si chiama Giulia Pannoli, 26 anni, una laurea allo Iuav in Design della moda. È lei che ha progettato la collezione coadiuvata dalla russa Gloria Lazzareva, 43 anni. «Le detenute, non presenti, erano emozionate; andavano su e giù per le scale aiutandoci a portare gli abiti fino al portone blindato, poi hanno visto caricare i vestiti sul barcone», ha spiegato la designer. Non solo moda. Anche un canto e un’esibizione dei danzatori della “Academia de Tango Argentino” diretta dal ballerino e coreografo Alejandro Aquino.