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Una storia che nasce a Candia nel 1438

Il trasferimento a Chioggia e poi a Portogruaro nel 1840: dalle barche di lavoro a quelle da diporto

PORTOGRUARO. Universalmente considerata il cantiere navale più antico al mondo, l’azienda Camuffo è anche tra le più vecchie imprese in assoluto. La rivista statunitense Family Business e l’Economist l’hanno inserita, infatti, all’undicesimo posto nella classifica delle aziende familiari più antiche al mondo. La storia dei cantieri Camuffo inizia a Candia, porto veneziano in quella che oggi è l’isola di Creta. Il capostipite era di origine araba. È il 1438 e in quell’anno a Candia operava come «magister stadii», ovvero perito stazzatore della Serenissima, un proto conosciuto dai veneziani con il nome di Camuffi. Il suo vero nome, in realtà, era El Ham Muftì.

I veneziani lo spinsero a diventare cristiano, tanto che suo figlio venne battezzato con il nome di Petrus Cristianus quondam Camuffi. Dopo la caduta di Costantinopoli (1453), la situazione nell’Egeo divenne, però, difficile per quei sudditi convertiti al Cristianesimo. Da Candia iniziò un vero e proprio esodo verso Chioggia, dove la manodopera era ben accetta visto che la città era già divenuta il maggior centro per le costruzioni navali mercantili dell’Adriatico. Nel 1470 è già attestata a Chioggia l’attività del calafato Nicolò Camuffo.

Tra il XV e il XIX secolo i Camuffo costruirono a Chioggia ogni tipo di imbarcazione in legno: burchi, burchielli, bragagne, bragozzi, marciliane, sandoli, pupparini e pieleghi. L’attività dei Camuffo divenne talmente importante che la contrada di Chioggia dove abitavano fu identificata come “contrà Johannis Camuffi”. Nel 1840 Francesco Luigi Camuffo, terzogenito di Fortunato, si trasferisce a Portogruaro, ex dogana della Serenissima. I cantieri conobbero una svolta importante con Luigi Camuffo, padre degli attuali titolari. Chiamato nel 1912 a svolgere il servizio militare a Venezia, approdò al cantiere Svan-Società Veneziana Automobili Navali, dove partecipò alla costruzione dei primi Mas, motoscafi armati siluranti. Un’esperienza che servì poi per ulteriori sperimentazioni dsulle carene plananti.

Dopo la guerra e il trasferimento del cantiere da Borgo Sant’Agnese all’attuale
sede di via Zambaldi, i Camuffo abbandonarono la costruzione delle barche da lavoro per dedicarsi alla realizzazione di imbarcazioni da diporto. Negli anni Cinquanta cominciarono a produrre piccoli motoscafi in mogano massiccio, per passare poi ai cabinati da crociera. (g. mon.)

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