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«Mio figlio nato morto, ditemi perché»

Mestre. Lo strazio della madre 23enne: «Gravidanza normalissima, monitoraggi a posto. Lunedì la tragedia, chiedo spiegazioni»

MESTRE. Doveva essere l’evento più lieto della vita per una giovane coppia di Mestre. Si è trasformato invece in una tragedia: il cuore del suo bimbo si è fermato prima di venire alla luce. Ha voluto dare comunque un nome al figlioletto nato morto: Angelo. Ma ora la giovane mamma, una 23enne della Gazzera, vuole chiarezza su quello che è successo. Per questo ha incaricato l’avvocato Alessandro Menegazzo, che ha presentato una denuncia-querela alla Procura della Repubblica.

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A raccontare quello che è accaduto è la stessa donna, sconvolta. «La mia è stata una gravidanza del tutto normale» spiega L.C.F. «Ho scoperto di essere incinta all’inizio di quest’anno. E per questo ho lasciato anche i lavori che facevo, in attesa della nascita del mio bambino, che con il mio compagno, avevamo fortemente voluto a coronamento del nostro amore. Nel corso dei mesi non ho mai riscontrato alcun problema. Il decorso è stato quello di una gravidanza normalissima con parto previsto per il 23 settembre».

La situazione si è complicata nei giorni successivi al termine previsto. «Negli ultimi giorni proprio per capire se tutto stava andando per il verso giusto», spiega affranta la donna, «ho fatto gli accertamenti previsti. Il 25 settembre ho fatto un monitoraggio all’ospedale dell’Angelo: qui mi hanno detto che hanno trovato tutto regolare, e mi hanno mandato a casa. Un altro controllo con la stessa modalità l’ho ripetuto il 29 settembre».

La situazione però cambia radicalmente il 1° ottobre, domenica scorsa. A metà pomeriggio arrivano le prime contrazioni, che si fanno sempre più forti nella notte. La donna, in procinto di partorire, lunedì scorso alle 8.30 va al Pronto soccorso dell’ospedale dell’Angelo. Qui i medici l’hanno mandata subito in reparto. «Appena arrivata», spiega L.C.F., «i medici hanno eseguito un altro monitoraggio, ma ho subito inteso e poi mi è stato riferito, che non si percepiva bene il battito del mio bambino. A quel punto mi hanno portato in sala parto per eseguire un altro monitoraggio con un altro macchinario. In fretta e furia sono arrivati tutti i medici e mi hanno fatto subito una ecografia».

Erano le 9.30 di lunedì. «A quel punto mi sono fatta forza e ho fatto la domanda che non avrei mai voluto fare», spiega la ventitreenne. «Ho chiesto se il bambino fosse morto e mi hanno risposto di sì».

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Nonostante ciò era impellente far partorire la mamma per evitarle terribili complicazioni. «Alle 14.30», spiega la donna, «mi hanno fatto l’epidurale per farmi partorire. Ho fatto la scelta di non fare il cesareo, ma un parto naturale. Alle 18.05 il mio bimbo è nato senza vita. Nonostante questo ho voluto tenerlo in braccio ugualmente».

Alla mamma alcuni medici hanno riferito che il bambino potrebbe essere rimasto soffocato dal cordone ombelicale. L’ospedale dell’Angelo ha quindi disposto sul corpo del bimbo un’autopsia, ma per la 23enne questo non basta. «Chiederò che all’autopsia sul mio piccolo Angelo», spiega, «sia presente anche un medico di parte, che indicheremo. Voglio chiarezza su quello che è capitato. Ritengo che una tragedia come questa possa essere evitata nel 2017».

L’avvocato della famiglia Alessandro Menegazzo intanto ha predisposto una querela che stamattina depositerà alla Procura della Repubblica. «La querela», spiega l’avvocato Menegazzo, «è a nome della madre del bimbo nato purtroppo morto. Chiediamo di chiarire quanto accaduto, di fare piena luce sulle cause della morte e di accertare eventuali responsabilità».

©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

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