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Jesolo, folla di fan innamorate dello stalker di Lara Comi

 L’imprenditore in carcere accusato di perseguitare l’europarlamentare riceve continue richieste di incontri da ragazze di tutta Italia. E lui rivuole l’anello

JESOLO. Chiesto il dissequestro dell’anello con brillante, ora Giovanni Bernardini, con il suo legale Pierpaolo Alegiani, vuole indietro il costoso anello che l’imprenditore di Jesolo voleva regalare all’eurodeputata Lara Comi e che gli è costato non solo in gioielleria, ma anche nella perdita della libertà visto che è chiuso nel carcere di Lecco.

Bernardini, denunciato 8 volte dalla Comi dopo pedinamenti, sms, telefonate, ma anche fiori e dolci regalati, era stato colpito da un provvedimento di allontanamento che ha violato quando ha cercato di consegnare l’anello all’eurodeputata in occasione di una partita di beneficenza delle parlamentari italiane a Lecco.

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La sua storia ha tenuto banco in questi giorni nelle cronache italiane, anche perché la Comi è stata ospitata in varie trasmissioni televisive nazionali tra cui Porta a Porta alla corte di Bruno Vespa. E proprio questa rilevanza mediatica ha reso Bernardini affascinante agi occhi di tante ragazze che oggi sognano un pretendente sì insistente, ma con tanto di anello come si usava un tempo. «Mi hanno chiesto l’indirizzo del carcere», racconta l’avvocato Alegiani stupito dal suo ufficio in stile americano nel cuore del Lido, «vogliono scrivergli delle lettere in carcere. Dalle foto lo hanno trovato bello, affascinante, sorridente e con quel tocco di ingenuità che intenerisce. Sono ragazze del posto, ma anche da altre province e regioni.

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E magari quell’anello, quando e se ci verrà restituito dopo il sequestro, Giovanni lo regalerà a qualche altra ragazza che cerca un corteggiatore vecchio stile. Perché di questo si tratta. Lui voleva sedurre la Comi, insistendo forse oltre misura, ma consapevole di non volerle certo fare del male. Lei lo aveva anche ringraziato dei regali, aveva mantenuto l’amicizia su Facebook. Per questo noi chiediamo con il ricorso al Riesame e poi in Cassazione che torni a casa, al massimo ai domiciliari. Poi, se le cose andranno per il meglio e sarà scagionato, non potremo che richiedere un risarcimento per i danni subìti, l’esposizione mediatica a vantaggio della Comi e a tutto svantaggio del mio assistito trattato come un mostro».

Sinistra Italiana, che lo aveva candidato a sindaco ai tempi di Sel: “È un caso che doveva riguardare solo la sfera personale», dice Salvatore Esposito, «lui è una persona sensibile, andato oltre le righe e ne risponderà. In altri casi ben più gravi non sono state usate sanzioni così pesanti e non vorremmo fosse tutto riconducibile al fatto che si trattava di una eurodeputata cui va la nostra solidarietà».


 

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