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Storia di bullismo in classe ragazzino va in ospedale

Ai carabinieri e all’ufficio scolastico non risultano però denunce di aggressioni Il sindaco: «Se è vero è una cosa molto grave. L’istituto ha aperto un’indagine»

MIRANO. Dalla scuola all’ospedale con giramenti di testa e vomito, dopo la ricreazione. La storia che circola sui social dice che a provocarli, in un bambino straniero di dieci anni finito al pronto soccorso di Mirano la scorsa settimana, sia stato un colpo alla testa. Colpo subìto come? Gli accertamenti interni alla scuola media sono in corso, come da prassi, ma subito si è sparsa la voce che a provocare un vistoso ematoma facciale e i disturbi al ragazzino, siano stati alcuni bulli che lo avrebbero aggredito in bagno. Loro di terza, lui di prima. L’episodio, non ha però trovato alcun riscontro: nessuna segnalazione ai carabinieri, in procura, nemmeno al Comune. Anche la scuola dice di non sapere nulla dell’episodio, così come l’ufficio scolastico regionale è all’oscuro di tutto.

All’ospedale il ragazzino, da pochi mesi giunto in Italia con la sua famiglia, ci è arrivato con il padre, chiamato a scuola dalle insegnanti dopo che aveva cominciato a sentirsi male in classe: era tornato dalla ricreazione con una botta alla tempia, procurata, ha fatto capire, in bagno. Ma nessuno ha visto nulla: alcune mamme hanno parlato di un atto di bullismo raccontato a casa dai figli ai danni dell’alunno straniero. Il referto del pronto soccorso in realtà si limita a rilevare «un’intensa cefalea accompagnata da vomito e disturbi, pare in conseguenza di un trauma alla tempia».

Come accade in questi casi il ragazzino è stato poi sottoposto a valutazione neurologica, con esito negativo, ma ugualmente inviato a Dolo dove è stato trattenuto per una notte in osservazione prima di essere dimesso.

Nessuno dei due ospedali ha ritenuto di interessare le forze dell’ordine, come invece avviene sempre nel caso i medici abbiano sentore che si tratti di casi di violenza.

«Se, e sottolineo se, è vero il fatto è grave», dice il sindaco, «e va chiarito. Anche la scuola non ne sa nulla e ha aperto un’inchiesta interna per capire se sono voci vere. Ci stiamo dando da fare per capire se ci sono situazioni di bullismo all’interno della scuola, se questo non c’è stato ben venga, se invece sì sarebbe giusto come educatori denunciarlo». L’amministratore ci tiene a sottolineare come il suo Comune sia tutt’altro che distratto
sul fenomeno dei bulli: «Abbiamo un piano formativo da 17mila euro», precisa, «e in questo programma c’è un progetto preciso sul bullismo e sul cyber bullismo, perch cerchiamo di tenere alta la guardia sui ragazzi che approfittano di quelli pi deboli».

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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