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La Querini regge ma cede parte dei beni

Bilancio 2016 positivo per la Fondazione, boom del museo, ma il calo dei fondi pubblici la penalizza

La Fondazione Querini Stampalia - museo, centro culturale, “tempio” architettonico di Carlo Scarpa, ma anche di fatto biblioteca civica con centinaia di studenti che ogni giorno vengono nelle sue sale a studiare -resiste nella sua funzione culturale a Venezia, nonostante sia costretta anno a dopo anno a cedere «pezzi» del suo patrimonio per garantire attività e servizi, di fronte al forte calo dei contributi pubblici e privati a suo sostegno.

È quanto «fotografa» anche il Bilancio di Missione dell’istituzione veneziana relativa al 2016 e reso noto in questi giorni. «L’offerta resta alta - scrive il presidente della Querini Marino Cortese nella lettera di presentazione del Bilancio - malgrado il ridimensionamento progressivo dei finanziamenti. Anche per garantire i servizi e sostenere improrogabili interventi di manutenzione e restauro si è reso necessario attingere ancora alle riserve fondiarie. Dall’alienazione prevista di un vasto appezzamento a Cavarzere si attendono risorse preziose da reinvestire nell’incremento del patrimonio immobiliare urbano, aumentandone il reddito affittuario». Il bilancio 2016 della Querini Stampalia si è chiuso in pareggio, ma grazie appunto a operazioni straordinarie per oltre 450 mila euro che hanno pareggiato le spese correnti. La Fondazione è anche già intervenuta sulle spese riducendone fortemente i costi, grazie anche alla disponibilità di un centinaio di volontari che ha permesso l’apertura della pinacoteca e quella serale della biblioteca.I contributi pubblici e privati coprono solo circa un 30 per cento delle entrate complessive della Fondazione. I numeri dicono anche che nel 2016 è leggermente cresciuto il numero dei lettori della Querini Stampalia, arrivati a quota 64 mila.

Consistente il numero delle nuove iscrizioni: erano 3029 nel 2015 e sono passate a 3300 nel 2016, con una crescita di quasi il 10 per cento. Lievemente calato il numero dei giorni di apertura: dai 292 del 2015 ai 272 dello scorso anno. La biblioteca - vero «cuore» della Fondazione - offre 16 sale di lettura a scaffale aperto e 180 posti a sedere per studenti e studiosi. Sono 36 mila circa i volumi consultabili a scaffale aperto e 269 le riviste dell’emeroteca consultabili anch’esse a scaffale aperto. Il fondo librario nel 2016 è «cresciuto» di circa 500 volumi. In forte aumento sono anche i visitatori della pinacoteca-museo, con un vero balzo in avanti lo scorso anno, Nel 2015 erano ancora poco meno di 36, mentre lo scorso hanno hanno superato i 43.400, con una crescita di circa il 20 per cento. Un numero destinato
a crescere ora che il recente accordo raggiunto con Intesa San Paolo porterà in affidamento alla Fondazione la raccolta d’arte dell’ex Cassa di Risparmio di Venezia, che comprende tra l’altro il disegno preparatorio di Tintoretto per il «Paradiso» che è a Palazzo Ducale.(e.t.)

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