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La donazione degli organi il suo ultimo atto d’amore

Un ragazzo generoso, che non amava i social, legato alla famiglia e agli amici Lascia nel dolore i genitori e un fratello. Lavorava all’Interporto di Padova

CALTANA. Un ragazzo semplice, legato alla famiglia e al suo paese e, nonostante la sua giovane età, molto dedito al lavoro, che aveva trovato da poco tempo. Al contrario dei suoi pari disdegnava Facebook e i social: lavorava tutto il giorno e, alla sera e nel weekend, preferiva trascorrere con gli amici il suo tempo prezioso. Un ragazzo timido, ma pieno di vita, Daniele Caccin, che viveva con la famiglia in via Mazzini, piccola laterale di via Cavin Caselle a Caltana, ai confini con un’altra frazione salese, Caselle. Mamma casalinga, papà muratore e un fratello più giovane di due anni, Nicola, sono da ieri chiusi in uno straziante e doloroso riserbo: la notizia a Caltana e Caselle è piombata come un macigno in mattinata, lasciando attoniti amici di famiglia e conoscenti. La Fiat Punto bianca sulla quale ieri viaggiava il giovane era del nonno di Daniele, mancato solo lo scorso anno.

Come tutte le mattine, il ventiduenne si era messo alla guida di quell’auto e stava viaggiando verso Padova per raggiungere il luogo di lavoro, l’interporto patavino, dove era impiegato nel carico e scarico di merci. Ci era arrivato da poco in quel posto di lavoro, dopo lo studio alle superiori di Mirano e alcuni lavori saltuari, ma era quello che gli garantiva una certa indipendenza economica. A 22 anni, un traguardo di cui andare fiero. Uscito di casa presto, imboccata la Noalese, solitamente molto trafficata nell’ora di punta, aveva da poco superato il centro di Vigonza. Poi la tragedia: forse un sorpasso azzardato, una distrazione o le distanze calcolate male. Lo schianto con un grosso camion non gli ha lasciato scampo.

«Eppure era un ragazzo prudente», afferma un amico di famiglia, «senza troppi grilli per la testa. Uno dei pochi a non avere Facebook, perché credeva ancora nei contatti veri, umani».

Il padre Franco ha saputo della tragedia mentre era già al lavoro, mentre la madre Luisa è stata avvisata in casa in mattinata, cadendo in preda alla disperazione. Uno strazio che ha avvolto l’intera via, abitata anche da parenti del ragazzo e dove tutti si conoscono molto bene. E che si è rinnovato più tardi sul luogo della tragedia, dove i genitori della vittima si sono riuniti in un doloroso abbraccio. Daniele Caccin era un ragazzo come altri, che a nel Salese frequentava il suo stretto giro di amicizie, quello che gravitava attorno a Caltana e lo si vedeva con gli amici frequentare spesso il bar Dolce Vita, in via Gorgo.

Chi lo conosce lo descrive come un ragazzo riservato, che non amava mettersi in mostra, ma ugualmente di buona compagnia. Lavorava tutta la settimana, poi il sabato usciva con la compagnia, qualche volta la mèta era la discoteca, altre volte il pub. Come molti suoi coetanei amava la musica e i motori. «Una persona educata, sempre composta, impegnato nel lavoro al quale teneva molto», lo ricorda un amico. Altri ricordano la sua generosità, che ora Daniele porterà fino in fondo, donando se stesso: la famiglia, infatti, ha già dato il consenso all’espianto degli organi. Il nulla osta alla data dei funerali si avrà invece probabilmente non più tardi di giovedì.

Il sindaco di Santa Maria di Sala Nicola
Fragomeni, anche lui di Caselle, ha voluto comunicare il cordoglio suo e di tutta la comunità alla famiglia Caccin: «Esprimo vicinanza a Franco, Luisa e Nicola», ha detto il primo cittadino, «che piangono l’ennesima vittima giovane sulle nostre strade».

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