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MIRANO. DOPO L’ENNESIMO INCIDENTE IN VIA CAVIN DI SALA 

«Bisogna fare la rotonda su quell’incrocio»

Interviene la sindaca: utilizziamo i proventi delle sanzioni per migliorare la viabilità

MIRANO. Lo schianto in via Cavin di Sala dove ci sono già fiori. E dove domenica si è rischiata di nuovo la tragedia. Proprio nei giorni in cui il Comune polemizza con la Città Metropolitana, che poco più avanti ha piazzato un autovelox automatico.

«Non basta», ha ribadito la sindaca Maria Rosa Pavanello anche pochi giorni fa in Consiglio comunale, parlando proprio nel nuovo rilevatore, «i proventi delle sanzioni restino nel territorio e siano reinvestiti per fare la rotonda all’incrocio con via Galilei».

E proprio al crocevia Galilei, dove dopo poco più di tre anni fa persero la vita due giovanissimi di Caselle, domenica a pranzo si è rischiato di nuovo di piangere una vita: quella di un motociclista di Mirano che ora è grave all’ospedale dell’Angelo di Mestre, con fratture e traumi in varie parti del corpo dopo essersi scontrato frontalmente contro un’auto.

A.M., miranese di 61 anni, è ancora ricoverato in Rianimazione, in prognosi riservata e dunque non ancora fuori pericolo. Viaggiava all’ora di pranzo in sella alla sua Kawasaki verde quando un’auto gli ha tagliato la strada uscendo da via Galilei per immettersi sul Cavin di Sala e facendolo volare sull’asfalto. Sul posto hanno lavorato per almeno due ore Suem e carabinieri. Lì, di fronte al negozio Quellogiusto, all’ingresso dell’area artigianale Mirano 2, deve sorge da tempo una rotonda, ma il progetto resta un’annosa richiesta. Fatta anche all’indomani della duplice tragedia del giugno 2014, quando persero la vita Federico Talin e Margherita Noè, salesi di Caselle e studenti a Mirano. Ma fatta anche successivamente, a ogni schianto, che ha visto coinvolta, una volta, anche un’ambulanza diretta in un altro incidente stradale.

Ora che l’ex Provincia ha messo un limite a 50 chilometri orari in tutto il tratto e piazzato, poco dopo, un autovelox fisso, il Comune ha chiesto di utilizzare i proventi delle
multe per mettere davvero in sicurezza la strada, con la fatidica rotonda. E di farne una anche nella parallela del Cavin, via Desman, a Zianigo, altro rettilineo della morte tra Mirano e Santa Maria di Sala. Intanto però si corre, ci si schianta, si rischia. Ogni giorno. (f.d.g.)

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