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il fratello è fuori pericolo 

Operato l’operaio caduto dal tetto Rischia la paralisi

FOSSÒ. È stato operato nella notte fra sabato e domenica, all’ospedale dell’Angelo a Mestre, I.D., il giovane di 24 anni di origine macedone, che insieme al fratello I.O., di 32 anni, è caduto dal...

FOSSÒ. È stato operato nella notte fra sabato e domenica, all’ospedale dell’Angelo a Mestre, I.D., il giovane di 24 anni di origine macedone, che insieme al fratello I.O., di 32 anni, è caduto dal tetto di un capannone della zona industriale a Fossò precipitando al suolo da 8 metri. Il delicato intervento chirurgico, che tecnicamente è riuscito, è stato deciso dai medici, dopo che al giovane è stata accertata una gravissima lesione spinale lungo la colonna vertebrale. L’intervento compiuto dai neurochirurghi era mirato a ristabilire le connessioni neurali interrotte dal trauma. C’è infatti il rischio che il giovane macedone non possa tornare a camminare di nuovo, e per saperlo bisognerà aspettare mesi. Resta in prognosi riservata, anche se non corre pericolo di vita. Il fratello di 32 anni invece ha ferite per una sessantina di giorni di prognosi.

L’incidente è capitato sabato mattina verso le 8. I due operai, incaricati da una ditta esterna a cui si era rivolta la Ite srl, azienda che si occupa della vendita e della produzione di valvole (a sfera, a spillo) e raccordi a compressione, sono saliti sul tetto del capannone in zona industriale a Fossò per riparare un’infiltrazione d’acqua. Il soffitto di fibrocemento del capannone, dopo qualche minuto, ha ceduto e si è aperto uno squarcio. Al suolo si sono schiantati prima I.D., poi il fratello I.O., che gli è caduto addosso. Il tonfo della caduta è stato sentito dagli operai della Ite srl, che erano in azienda, e che hanno sentito i due chiamare aiuto. Immediatamente sono scattati i soccorsi, e da qui la corsa all’ospedale.

L’area dell’incidente è stata delimitata e posta sotto sequestro dallo Spsal dell’Usl 3 di Mirano-Dolo che sta conducendo le indagini. In aiuto ai tecnici dello Spsal sono intervenuti anche i carabinieri di Vigonovo e quelli di Stra. Nei prossimi giorni andranno chiarire anche le responsabilità, visto
che su quella copertura in fibrocemento a detta di Alberto Perin, perito dei Tribunali di Pordenone Padova e Rovigo, non sarebbe dovuto salire nessuno visto che non era a norma, secondo l’esperto, da quanto emerge dalle foto scattate dai pompieri subito dopo il sinistro. (a.ab.)

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