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È digitale l’economia del futuro

In un convegno promosso da Unicredit gli scenari del settore alberghiero

BIBIONE. Un trend destinato a crescere, come anche l’offerta turistica delle spiagge. Questa la premessa dell’incontro all’hotel Savoy dal titolo “Tourism in Action, la nuova cultura imprenditoriale e l’economia digitale”, promosso da Unicredit con Fidi Impresa & Turismo Veneto, Associazioni Albergatori di Bibione, Jesolo e Caorle e Bibione Spiaggia Srl.

Un networking di confronto tra tutte le realtà della filiera, per comprendere un mercato in rapida e continua evoluzione, con nuovi scenari turistici in ottica digitale, e per saper valorizzare le risorse esistenti. Nell’intervento di apertura il sindaco di San Michele al Tagliamento, Pasqualino Codognotto, ha parlato di turista 2.0, sottolineando il concetto di filiera come parte di un sistema dinamico e innovativo, capace di attrarre i flussi turistici in un’ottica ecosostenibile, auspicando un brand dell’Alto Adriatico e il G20 delle spiagge nel 2018 a Bibione.

Il direttore generale Fidi Impresa & Turismo Veneto, Mauro Rocchesso, ha ripreso il tema della crescita esponenziale dei servizi, introducendo il termine di economia 4.0, rivoluzionario nel modo di pensare e di fare turismo in Veneto, portando come esempio il wi-fi nelle spiagge.

Un parere tecnico a supporto è stato poi fornito dal ricercatore del Ciset, Damiano De Marchi, il quale ha toccato l’aspetto della digitalizzazione come conseguenza dell’evoluzione in termine di automatizzazione. Riguardo questa delicata destinazione ha espresso il suo parere Massimiliano Schiavon, presidente Its Regione Veneto, il quale ha evidenziato alcuni «anacronismi» negli hotel, come la mancanza di un self checkin all’entrata o di un sistema di domotica nelle stanze; diventa così necessario un nuovo tipo di formazione con la creazione di nuove professionalità, il tutto coadiuvato dai moderni strumenti di analisi di mercato (benchmark). Lo stesso, poi, è stato protagonista della tavola rotonda nella seconda parte con Alessandro Rizzante, vicepresidente Fidi Impresa, Renzo Chervatin, responsabile territoriale Nord Est Unicredit, e coordinata da Mara Manente, direttrice del Ciset, la quale ha ben descritto il complesso quadro di filiera, come l’insieme delle persone che partecipano alla costruzione turistica, divise in un 30% dalle strutture ricettive (hotel) e il 70% dagli artigiani. Proprio il presidente Confartigianato Veneto, Agostino Bonomo, ha parlato di turismo esperienziale e di laboratori del Made in Italy
autopromossi (per esempio quello orafo nell’entroterra vicentino).

Una svolta epocale è alle porte, la sfida è grande e ricca di nuove frontiere, ma proprio per questo il litorale veneto non si è tirato indietro, pur di guardare al progresso.

Mattia Niccolò Scavo

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