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Menù musulmano a scuola, la Lega si ribella a Eraclea

Il segretario del Carroccio Giovanni Burato: «Questa non è vera integrazione» La dirigente scolastica: «Polemica assurda, rispettiamo tutte le esigenze»

ERACLEA. Menù religioso musulmano nelle scuole di Eraclea e scoppia la polemica con la Lega. All’istituto comprensivo De Amicis, che coordina le scuole elementari e materne del territorio, la dirigenza si stupisce di tanto accanimento: «Oltre a quello musulmano ci sono vari menù specifici per vegetariani, vegani, celiaci e religiosi integralisti, senza carne il venerdì».

Ma il Carroccio con il segretario, Giovanni Burato, non è d’accordo con questa scelta della scuola. «Dietro a questo sta la vera discriminazione e un’istigazione all’odio», azzarda, «la non integrazione di persone che arrivano da altre culture parte proprio da questo. Sicuramente sarò etichettato come xenofobo e razzista. Tuttavia ritengo che la vera integrazione parta da un presupposto quello di accettare la cultura e le tradizioni di un paese nel quale qualcuno ha scelto e non è stato obbligato a vivere. Se noi dobbiamo accettare e accogliere, anche dall’altro lato esistono degli impegni e degli obblighi il rapporto non è unilaterale. Non vogliamo che dalle nostre scuole siano tolti i presepi ed i crocifissi».

«Se da un lato i veneti per storia e cultura sono sempre stati generosi e accoglienti dall’altro», puntualizza, «non vedo perché si debba azzerare la propria identità e rinunciare alle proprie tradizioni anche culinarie. Da noi la carne di maiale ha sfamato intere generazioni e la macellazione e confezionamento degli insaccati diveniva una cerimonia e una festa per le famiglie. Ritengo non occorresse enfatizzare o fare un menù diverso, anche io ho due bimbi in età scolastica e a volte accade che se qualcosa in mensa non piace tocca adattarsi o al massimo passare a un’altra portata senza drammi tanto ci pensano poi le mamme o le nonne».

Il menù non prevede alcunché di particolare, se non pietanze che non sono a base di carne suina in sostituzione al menù base. E oltretutto, scorrendo le pietanze, capita davvero di rado. La dirigente scolastica, Simona Da Re, è di tutt’altro avviso: «Mi sembra una polemica inopportuna che non ha alcun fondamento. Il servizio mensa viene garantito dalla società Siarc Spa di Milano. Esiste un modulo compilato

dai genitori ed è la ditta a diffonderlo proprio per venire incontro alle esigenze dei bambini formulate dalle famiglie che possono scegliere i menù preferiti in base alle proprie tradizioni religiose, allergie e quant’altro. Direi che è un servizio in più e completo».

 

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