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Laguna di Venezia vendesi: Vignole e Idroscalo affare da 100 milioni

Sulla Gazzetta Ufficiale il bando per avere l’isola in concessione 50 anni. La ministra Pinotti e Brugnaro all’ex caserma Miraglia. Diventerà un resort

VENEZIA. Non è un’isola abbandonata. Ma un luogo che i militari hanno deciso di abbandonare per metterlo sul mercato. Dovrà diventare, nei piani del ministero della Difesa e dalla sua società «Difesa servizi spa», un resort di lusso con annessa darsena. Investimento da almeno 100 milioni di euro.

Sulla Gazzetta Ufficiale è stato pubblicato il bando per concorrere alla concessione dell’ex caserma Miraglia, complesso militare tra le Vignole, l’Idroscalo e Sant’Andrea composto di 46 edifici, di cui 27 in discreto stato, 19 da ristrutturare. In mezzo c’è l’Idrosocalo, la pista ideale per gli idrovolanti, 800 metri per 70, teatro delle evoluzioni di Gabriele D’Annunzio durante la Prima guerra mondiale.

Per lanciare il bando – il primo della società Difesa servizi – in laguna è tornata la ministra della Difesa Roberta Pinotti. Breve incontro con il sindaco Brugnaro alla caserma Cornoldi, in Riva degli Schiavoni. Poi a bordo della motonave «Doge» si fa rotta verso le Vignole. A bordo ci sono generali e funzionari del Demanio, giornalisti, architetti e – pochi – investitori interessati. Il bando, spiega l’amministratore di Difesa servizi spa Fausto Recchia, sarà il primo step del percorso per affidare la concessione a eventuali privati interessati, prevista per marzo 2018.

Entro il 18 gennaio le cordate interessate potranno manifestare il loro interesse. Nei due mesi successivi, una commissione della Difesa sceglierà tra le imprese quella a cui affidare l’isola. La concessione durerà 50 anni, e i criteri per partecipare sono molto restrittivi. Le imprese dovranno avere un volume d’affari di almeno 50 milioni, e dovranno impegnarsi a investire, oltre alla cifra per restaurare gli edifici e rimettere a posto l’isola, anche 11 milioni per i restauri della caserma di Malcontenta, che diventerà la nuova sede dei Lagunari e dei reparti anfibi compreso lo scavo dei canali.

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Un’impresa complessa, per cui difficilmente si troverà un investitore in grado di impiegare quei capitali. Proprio per rendere l’offerta più allettante è stata inserita una clausola che prevede la restituzione di una parte dei soldi spesi nel caso tra cinquant’anni chi ha investito non dovesse vincere la nuova gara per la concessione. «Operazione di cui andiamo fieri, ringraziamo il Comune, ma anche le nostre Forze armare», dice sorridente la Pinotti circondata da generali dell’Esercito e dei Carabinieri.

Sarà garantita l’accessibilità pubblica dell’isola? «Sì», risponde secco l’ad Recchia. Come, ancora non si sa. Sarà l’oggetto della convenzione da firmare con eventuali cordate che risulteranno vincitrici. L’idroscalo potrà ospitare yacht e barche di lusso, nella parte verso la vicina isola della Certosa ormeggi a pettine con le barche dei veneziani. Percorsi pedonali accessibili ai veneziani sono previsti sul lato Vignole.

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Arriveranno gli investitori? Molto entusiasmo ma anche tante perplessità. Per l’importanza della cifra – oltre cento milioni di euro – e l’incognita del mercato. Con due darsene a poche decine di metri: Certosa, dove il progetto pubblico privato è perfettamente riuscito, e Sant’Elena. «La bellezza di questo luogo», dice la ministra ammirando i colori della laguna a fine settembre, «dovrebbe convincere, così come la vicinanza a San Marco». Un vincolo già presente per gli investitori, oltre alla necessità di rendere accessibile l’isola ai cittadini, quello di mantenere la volumetri esistente. Gli edifici non si potranno abbattere, né rialzare. Il contesto lagunare andrà rispettato al massimo. Realizzando casette e piccoli appartamenti diffusi, immersi nel verde con vista sulla bocca di porto e l’isola del Mose.