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Marghera, lettura di poesie per fermarsi a riflettere

Marghera, lettura di poesie per fermarsi a riflettere

Reading itinerante nell’ambito delle iniziative organizzate per il centenario L’idea accolta tra la curiosità. Gli abitanti: «Non lasceremo mai la città»

MARGHERA. Una poesia per ricostruire le relazioni sociali e riflettere su Marghera. Questo lo spirito che ha animato il reading itinerante “Il dono della poesia a Marghera”, organizzato da Simonetta Nardi, in collaborazione con l'associazione “Voci di carta”, all'interno del progetto per il centenario di Porto Marghera.

I lettori si sono sparpagliati per le arterie della città, tra i banchi del mercato, dentro i bar, alle fermate del tram, per poi continuare nel pomeriggio nei supermercati, alla “Nave de Vero”, e terminare la sera al Vapore, al bar Principe e al Dining Room.

«Il reading vuole essere un modo provocatorio per obbligare la gente a fermarsi, a darsi tempo, a riflettere insieme, in uno scambio reciproco tra lettore e ascoltatore», ha detto Nardi.

La città si è così riempita di poesie scritte su Marghera, da poeti la cui vita si è intrecciata con quella della città, come Milo Polles, opoesie che fanno riflettere anche su Marghera, dalla Dickinson a Vivian Lamarque.

Tutte lette in velocità, e poi donate, ai passanti o ai lavoratori, che se a volte si sono ritratti impauriti o scocciati di fronte alla provocazione, altre volte si sono fermati ad ascoltare, e a riflettere insieme ai lettori.

Così una signora, che inizialmente voleva fuggire, dopo aver ascoltato la poesia ha raccontato la sua vita alla Cita, e di come la situazione di tensione sociale e di impoverimento economico dato dalla svalutazione delle case sia diventata un problema.

Ma c'è stato anche chi, alla domanda: “Cosa ne pensa di Marghera?”, ha risposto: «Vivo qui da trent'anni, dopo aver vissuto a lungo a Mestre, e non mi sposterei per nulla al mondo da questa città».

Si sono fermati ad ascoltare anche quattro ragazzi del Bangladesh: alcuni sono in Italia da tre anni, capiscono poco l'italiano, ma stanno in ascolto; un altro è invece qui da diciotto, e rimane a parlare. Con loro, la poesia si fa occasione di racconto del percorso di vita che li ha portati fin nel nostro Paese.

Sul volantino

dell'iniziativa si legge: «Una poesia letta al volo ai passanti può far riflettere su un luogo, le sue trasformazioni e l'identità dei suoi abitanti?». Lo stupore e l'entusiasmo di tanti ascoltatori paiono proprio rispondere di sì.

©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

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