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«La voragine non era stata transennata»

L’avvocato della famiglia Carrer: Lorenzo non è entrato in una zona vietata. Oggi alle 15.30 i funerali a Fossalta

FOSSALTA DI PIAVE. «Lorenzo non ha mai scavalcato alcuna recinzione. L’incidente si è verificato in una zona non transennata, che era di libero accesso». Nel giorno dei funerali della famiglia Carrer, dalla Campania arrivano importanti novità riguardo all’inchiesta sulla tragedia della Solfatara di Pozzuoli. Per l’avvocato della famiglia Carrer è ormai chiaro che l’incidente è avvenuto in un’area che in quel momento era di libero accesso al pubblico. Inoltre, sempre secondo i periti di parte, dopo le abbondanti piogge dei giorni precedenti, il rischio era evidente e dunque quella parte di sito avrebbe dovuto essere chiusa.

Nella voragine che si è aperta hanno perso la vita il piccolo Lorenzo, 11 anni, e suoi genitori, Tiziana Zaramella e Massimiliano Carrer. Le tre salme sono rientrate ieri sera a Fossalta di Piave, dove oggi alle 15.30 saranno celebrati i funerali. La chiesa sarà aperta già dalle 8 per la camera ardente. A Fossalta e Meolo sarà lutto cittadino. Intanto l’inchiesta della Procura di Napoli va avanti. «Nei primi giorni si era detto che Lorenzo avesse oltrepassato le transenne e che l’incidente si era verificato in una zona vietata. Alla luce degli elementi emersi, mi sento di poterlo escludere», spiega l’avvocato Vincenzo Cortelessa, legale dei Carrer, «le valutazioni le rimettiamo alla Procura. Ma credo sia piuttosto evidente che dove è avvenuto l’incidente non fosse una zona transennata, quindi interdetta al pubblico. L’evento si è verificato in un’area che era di libero accesso».

Tra gli elementi acquisiti, vi è anche la dichiarazione di una testimone, convocata in Procura. Si è svolto anche un primo sopralluogo dei periti alla Solfatara. L’avvocato Cortelessa si è affidato alla consulenza del professor Franco Ortolani, geologo dell’Università Federico II di Napoli. Ortolani ha formulato una serie di indicazioni sulle cause che, dopo le abbondanti piogge dei giorni precedenti la tragedia, avrebbero determinato il formarsi della buca e sulla situazione di pericolo evidente venutasi a creare, che avrebbe dovuto allertare chi di competenza sul sito. Solo i prossimi accertamenti chiariranno se la buca in cui sono precipitati Lorenzo e i suoi genitori fosse già preesistente e coperta dall’acqua e quindi non segnalata e visibile. Oppure se in quella zona, anche per opera dell’acqua, si fosse creato un vuoto sottostante, causando l’apertura della voragine sotto il peso di Lorenzo. Ma, per l’avvocato e i periti della famiglia Carrer, la situazione avrebbe comunque imposto la chiusura di quell’area. «Si sarebbe dovuto interdire l’accesso quanto meno rispetto a quella zona, dove già si erano evidenziati dei segni evidenti», conclude l’avvocato Cortelessa.

Al momento nel registro degli indagati rimane iscritto il solo legale rappresentante della società che gestisce il sito, Giorgio Angarano.

Oggi, però, a Fossalta e Meolo non si parlerà dei risvolti giudiziari. Le due comunità si stringeranno alle famiglie Carrer e Zaramella per i funerali. Già ieri sera si è vissuto un primo momento di intenso dolore, con le tre salme che sono arrivate intorno alle 19.30 sul piazzale della chiesa. Ad accoglierle c'erano i familiari più stretti. Le bare sono state adagiate in chiesa, con al centro quella bianca di Lorenzo, e hanno ricevuto una prima benedizione.
In vista del grande afflusso previsto alle esequie, oggi dalle 14 alle 17, nel centro di Fossalta, rimarrà chiuso il tratto di strada da piazza della Vittoria fino all’intersezione con via Italia ’61. I commercianti abbasseranno le serrande dalle 15.30.

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